"Nessun partito ha un sistema così virtuoso": Alfano e le tessere false del Pdl a Vicenza


Il Pdl ha iniziato il percorso verso i congressi provinciali e lo ha fatto con una marea di nuove tessere salutate dal segretario del partito, Angelino Alfano, come un grande segnale di vitalità e una risposta a chi lamentava assenza di democrazia interna. Sarà certamente così. Però quanto sta succedendo a Vicenza rischia di far sorgere qualche dubbio in proposito...

Tra i 18 mila tesserati registrati in quella provincia - un numero piuttosto alto anche sommando i vecchi militanti di An e Fli - ci sarebbero molti iscritti a loro insaputa: lo stile reso celebre dal ministro Scajola sarebbe stato applicato anche alle tessere, iscrivendo migliaia di persone ignare. Il problema, oltre alle evidenti questioni di democraticità e trasparenza, riguarda i nomi scelti. Molti dei nuovi tesserati sarebbero infatti iscritti o addirittura dirigenti di altri partiti, come Udc e Fli.

Stando al blog del Pdl di Vicenza sarebbero stati proprio i reggenti del partito a fa scoppiare il caso - montato da loro stessi - per invalidare il congresso e comunque depotenziare gli innovatori che volevano cacciarli. Sempre sul blog del partito il coordinatore provinciale spiega candidamente che il 50% delle nuove tessere, circa 8mila, erano in effetti incomplete:

Le richieste di tessere pervenute dalla nostra provincia con documentazione incompleta, classificate S1, sono ben 8.150, quindi oltre il 50% del totale, quando invece a livello nazionale corrispondono soltanto al 6%. Un dato certamente anomalo. In un primo momento, in assenza di specifiche contestazioni, anche chi vi scrive aveva ritenuto di poter giustificare tale anomalia con adesioni spontanee ai gazebo, che evidentemente erano avvenute senza raccogliere la fotocopia di un documento di identità. Purtroppo, siamo stati costretti a ricrederci; in realtà stiamo comprendendo in queste ore che si trattava di una penosa menzogna e che i pochi gazebo non giustificavano dati così clamorosi. Ben venga quindi la clamorosa indagine della magistratura, i cui responsi, quali che siano, attendiamo con serenità.

Quindi per l'onorevole Pierantonio Zanettin è normale che ci sia un incremento straordinario del tesseramento e che questo coincida con una straordinaria percentuale di tessere che mancano dei requisiti minimi di validità. Poi, poi, quando arriva la magistratura allora ci si accorge che forse quel dettaglio andava valutato con attenzione. Roba da dimissioni immediate, anche dal Parlamento.

Giusto per chiudere, ricordiamoci cosa ha detto Angelino Alfano, intervistato dal Giornale, in merito ai sospetti sui numeri del tesseramento:

«Per il nostro tesseramento è stato adottato un surplus di cautela, sappiamo di essere sempre sotto osservazione. Non siamo il ministero dell’Interno ma ce l’abbiamo messa tutta. Abbiamo adottato il meccanismo del versamento individuale, delle firme autografe con una struttura di controllo ad hoc. Una volta votavano anche i morti nei congressi, ora mi chiedo quale partito può contare su un sistema più virtuoso».

Già, chissà se anche in altre province il Pdl ha adottato il virtuoso sistema Vicenza?

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