Datagate, Obama telefona a Putin dopo la richiesta di asilo di Snowden

Il programma di controllo globale delle comunicazioni, messo in piedi dall'agenzia americana Nsa e svelato da Edward Snowden, fa tremare i rapporti diplomatici fra Unione Europea e Stati Uniti. Gli aggiornamenti sulla fuga di Snowden.

12 luglio

La decisione di Edward Snowden di chiedere asilo politico alla Russia, promettendo di accettare in cambio una delle condizioni poste da Putin - e cioè smettere di "danneggiare gli USA" - deve avere allarmato Barack Obama, che sul tema ha avuto un colloquio telefonico con Vladimir Putin.

La telefonata, dicono dai rispettivi staff, era in programma già da giorni, nel giro comunicazioni che l'amministrazione Obama sta facendo con vari paesi del mondo esprimendo la volontà americana, ovvero che Snowden sia consegnato per affrontare le accuse mosse nei suoi confronti negli Stati Uniti.

I due hanno parlato anche di sicurezza globale, ribadendo la necessità di cooperare nella lotta al terrorismo, anche in vista delle Olimpiadi invernali dell'anno prossimo a Sochi.

L'Irlanda dice no all'arresto di Edward Snowden

9 luglio

L'Alta Corte irlandese ha respinto la richiesta degli Usa di arrestare Edward Snowden in caso arrivasse sull'isola. Alla base della decisione una questione di forma e non di sostanza. Secondo l'Alta Corte, nella richiesta Usa non viene specificato il luogo in cui sarebbero stati commessi i reati, quindi non si può dare seguito alla richiesta.

Il ministro della Giustizia irlandese ha chiesto agli Usa di riformulare la richiesta. L'Irlanda, uno dei 21 paesi cui Snowden ha chiesto asilo, è uno dei luoghi da cui potrebbe passare l'ex analista informatico della Cia se fosse diretto in Sudamerica, dopo la disponibilità di Venezuela, Bolivia e Nicaragua a dargli asilo politico.

Datagate, Morales convoca gli ambasciatori di Italia, Francia, Spagna e Portogallo


5 luglio 2013, 23.12

Non ha (ancora) chiuso l'ambasciata Usa a La Paz, ma Evo Morales ci ha tenuto comunque a fare un gesto forte nei confronti dei paesi che hanno negato lo spazio aereo al suo volo per il sospetto, infondato per quello che se ne sa, che a bordo ci fosse la talpa del Datagate, Edward Snowden: le autorità di La Paz hanno infatti convocato gli ambasciatori di Francia, Spagna, Italia e Portogallo. Morales si è detto "indignato dal comportamento" di questi paesi nelle ore in cui l'aereo è stato fermato a Vienna.

5 luglio 2013, 08.33

Dopo la chiusura dello spazio aereo ai danni dell'aereo che trasportava Il presidente boliviano Evo Morales (e in cui si sospettava potesse essere a bordo Edward Snowden), la Bolivia ha minacciato di "chiudere, se necessario" l'ambasciata degli Stati Uniti a La Paz. La ragione sarebbe la pressione esercitata da Washington su quattro Paesi europei (Francia, Spagna, Italia e Portogallo), che hanno impedito temporaneamente il sorvolo dei loro territori. "Senza gli Usa stiamo meglio", ha detto durante un comizio cui hanno assistito i presidenti di Ecuador e Venezuela.

Emma Bonino: "Richiesta di asilo di Snowden inaccettabile"


4 luglio 2013, 17.20

Il ministro degli Esteri Emma Bonino ha riferito ufficialmente tutto quello che l'Italia sa a proposito del cosiddetto caso Datagate. In base alle informazioni diffuse dagli Stati Uniti esistono due programmi: uno per il controllo dei flussi telefonici, l'altro, il PRISM, per il controllo delle e-mail e dei dati scambiati su Internet. Tuttavia la raccolta dei dati avviene solo a fronte di una autorizzazione da parte di un giudice e grazie a questi programmai oltre cinquanta attentati terroristici sono stati sventati. Anche i dati sulle comunicazioni delle ambasciate europee negli Usa sono stati controllati, ma gli Usa a tal proposito promettono spiegazioni ai singoli Stati membri per via diplomatica.

Ciò che Emma Bonino ha tenuto a specificare è che l'Italia non ha mai partecipato a questi programmi né è mai stata consultata a tal proposito.
L'8 luglio a Washington ci sarà un incontro Usa-Ue con due gruppi di esperti sulla protezione dei dati e l'Italia intende parteciparvi e ricoprire un ruolo attivo e rilevante.

Per quanto riguarda la richiesta di asilo politico da parte di Edward Snowden, è stata avanzata all'ambasciata italiana a Mosca con un fax, ma la normativa prevede che venga presentata personalmente alla frontiera o sul territorio nazionale, perciò è giuridicamente non accoglibile, ma, ha detto la Bonino, non si può accettare nemmeno dal punto di vista politico.

Ultimo punto chiarito dal ministro è l'autorizzazione al sorvolo dell'aereo del presidente boliviano Morales, la cui richiesta è arrivata il 28 giugno e l'autorizzazione è stata rilasciata il giorno dopo.

4 luglio 2013, 13.30

Il ministro degli Esteri Emma Bonino oggi ha riferito, a margine di un convegno sulla nuova geografia del made in Italy, che dagli Stati Uniti non sono ancora giunti chiarimenti circa le attività di spionaggio emerse dal datagate.

La titolare della Farnesina ha detto che nessuna delle capitali europee che ha chiesto spiegazioni agli Usa le ha ancora ricevute e dunque l'Italia, come gli altri, è in attesa delle "date e le modalità di quello che è stato anticipato nella nota che diceva che il presidente e l'amministrazione Usa avrebbero dato a tutti gli elementi sia per via diplomatica che attraverso gli Stati membri".

La Bonino ha anche detto che proprio ieri ha parlato di questa questione con l'ambasciatore americano in Italia David Thorne al quale ha ribadito la necessità e la determinazione dell'Italia nell'avere al più presto tutte le chiarificazioni.

La Russia critica Francia, Spagna e Portogallo per chiusura spazio aereo a Morales



4 luglio 2013, 12.30

Il ministro degli Esteri Russo Sergej Lavrov (foto in alto) ha criticato il comportamento di Francia, Spagna e Portogallo che ieri hanno chiuso temporaneamente il loro spazio aereo al velivolo su cui viaggiava il presidente della Bolivia Evo Morales di ritorno da un summit a Mosca. Come è noto, questo atteggiamento è dovuto al fatto che si era fatta strada l'ipotesi che su quell'aereo potesse esserci Edward Snowden, la talpa del Datagate che si trova all'aeroporto di Mosca.

Secondo Sergej Lavrov "è difficile giudicare come amichevoli le azioni delle autorità francesi, spagnole e portoghesi verso la Bolovia e la Russia" da dove Morales era partito dopo la sua visita, e soprattutto il rifiuto di sorvolo "poteva minacciare la sicurezza dei passeggeri, compreso il campo di uno Stato sovrano".

Dopo un atterraggio d'emergenza a Vienna, Morales è potuto ripartire solo dopo che la Francia, la Spagna e il Portogallo hanno cambiato idea e hanno dato il via libera al passaggio dell'aereo sul loro territorio.

Telefonata Obama-Merkel: pronti a dialogo Usa-Ue su raccolta dati


4 luglio 2013, 7.30

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e la cancellieri tedesca Angela Merkel si sono sentiti telefonicamente nella serata del 3 luglio per parlare della sorveglianza elettronica condotta dalla National Security Agency, al centro di uno scambio dopo le rivelazioni dell'ex tecnico informatico Edward Snowden.

Obama ha voluto rassicurare la Merkel dicendo che gli Usa prendono seriamente in considerazione le preoccupazioni degli alleati e dei partner europei e che sono pronti ad avviare un dialogo con l'Unione Europea a i Paesi membri sulla raccolta e supervisione di informazione di intelligence e sulle questioni relative alla privacy e alla protezione dei dati.

Obama e la Merkel, secondo una nota diffusa dalla Casa Bianca, hanno confermato l'importanza di una stretta cooperazione tra i servizi segreti dei loro Paesi per la lotta al terrorismo e si sono detti pronti a tenere incontri tra Usa e Germania nei prossimi giorni per parlare più accuratamente di questa questione.

Van Rompuy preoccupato, aspetta le risposte di Obama


2 luglio 2013, 2.00

Il presidente del Consiglio dell'Unione europea, Herman Van Rompuy, secondo una nota della Presidenza del Consiglio UE,

«è molto preoccupato sulle notizie di stampa che riportano di una sorveglianza americana dei locali dell'Ue, all'estero e a Bruxelles».

Van Rompuy fa anche sapere che

«prende nota delle dichiarazioni del presidente Usa Obama e del suo impegno a fornire agli alleati europei tutte le informazioni che vogliono riguardo alle accuse di spionaggio».

Datagate: le promesse di Obama

1 luglio 2013, 18.00

Barack Obama deve intervenire al più presto per evitare che la questione Datagate peggiori. Il Presidente degli USA, in visita in Tanzania, tutto sommato ha minimizzato, cercando di far rientrare PRISM e tutti i vari progetti di cui si sta venendo a conoscenza in questi giorni nell'assoluta normalità:

«Non solo le nostre, ma tutte le agenzie di ingellicence europee, asiatiche, di qualsiasi posto che abbia un'agenzia d'intelligence, c'è una cosa che stanno facendo tutte: cercano di capire meglio il mondo e di capire cosa succede nelle capitali di tutto il mondo»

Parole che fanno eco a quelle di stamane di John Kerry, segretario di stato USA, che diceva che è assolutamente normale che gli stati si spiino l'un l'altro.

Il Presidente francese Hollande: "Non possiamo accettare questo tipo di comportamento"

Datagate - Commissione Europea chiede spiegazioni agli USA

1 luglio 2013, 13.35

Gli Stati Uniti farebbero meglio a fornire quanto prima le spiegazioni richieste, e promesse attraverso i canali diplomatici. La situazione si sta scaldando col passare delle ore e dopo le dichiarazioni italiane ecco arrivare quelle di Germania e Francia. Stamattina un portavoce del governo tedesco si è limitato a dichiarare:

Se le notizie di stampa sulla sorveglianza Usa sono vere, spiare gli amici è inaccettabile.

Il presidente francese Francois Hollande, invece, entra nel vivo e dalla Bretagna chiede che gli Stati Uniti smettano immediatamente la loro attività di spionaggio dell'Europa:

Non possiamo accettare questo tipo di comportamento tra partner e alleati.Gli elementi sono già sufficienti per chiedere loro delle spiegazioni.

Il ministro degli Esteri Emma Bonino: "siamo fiduciosi nello spirito di collaborazione USA"

1 luglio 2013, 13.20

Anche il ministro degli Esteri Emma Bonino, ieri a Zagabria per i festeggiamenti per l'ingresso in UE della Croazia, è intervenuto ufficialmente con un breve comunicato a proposito del Datagate e del coinvolgimento dell'Italia che ricalca quanto affermato in mattinata dal Presidente Giorgio Napolitano:

Sulla nota questione del Datagate, da parte italiana nella giornata di ieri si è proceduto ad effettuare un’immediata verifica con le controparti americane attraverso un intervento della Farnesina. Sono stati richiesti i necessari chiarimenti di una vicenda molto spinosa. Da parte americana si è provveduto sollecitamente a fornire assicurazioni che ogni chiarimento verrà effettuato sia nei confronti dell’Ue che degli Stati membri. Siamo fiduciosi che nello spirito di collaborazione e amicizia che caratterizza il rapporto tra i due Paesi, verranno fornite tutte le informazioni e assicurazioni necessarie.

Ben diverso, invece, è stato l'intervento di Fabrizio Cicchitto, presidente della commissione Esteri della Camera, che si è detto profondamente allarmato dal comportamento degli Stati Uniti, ma allo stesso tempo ricorda che il terrorismo internazionale non si prende pause, parole che potrebbero suonare come una sorta di "comprensione" delle azioni americane:

Gli Usa hanno spiato ciò che che non dovevano spiare e per di più si sono fatti anche prendere con le mani nel sacco. Una situazione insieme tragica e grottesca. La Cina, la Russia, l’Iran e molti altri Stati non sono degli angeli rispetto ai demoni americani e va capito fino in fondo chi manovra questa fuga di notizie. Nel contempo, però, non dobbiamo mai dimenticare che il terrorismo internazionale nelle sue molteplici versioni fra cui quello islamico è tuttora in campo e in questo momento gioisce.

Il ministro Mauro: "se fosse vero i rapporti tra Italia e USA sarebbero compromessi"

1 luglio 2013, 11.20

Arriva da Repubblica il commento del ministro della Difesa Mario Mauro sullo scandalo Datagate. Ospite di un videoforum a Repubblica Tv il ministro non solo nega di aver esser stato a conoscenza degli eventi, ma arriva a dichiararsi sorpreso che lo scandalo abbia coinvolto l'Italia e l'Europa più in generale.

Questo, dice Mauro, è tutto da verificare:

Se fosse vero i rapporti tra Italia e Usa sarebbero compromessi. Se siamo alleati, se siamo amici, non è accettabile che qualcuno all'interno di questo rapporto si comporti come una volta faceva l'Unione Sovietica con i suoi paesi satelliti.

Domani la Commissione Europea farà il punto della situazione

1 luglio 2013, 10.54

Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea, è intervenuto stamattina a proposito di quello che è ormai noto in Italia come lo scandalo Datagate e ha annunciato che domani la Commissione europea si riunirà a Strasburgo per fare il punto della situazione in attesa che gli Stati Uniti forniscano tutti i chiarimenti necessari.

Bruxelles è un crocevia di spie, lo è sempre stato, tutti controllano tutti, ma certo se fosse vero che gli Usa hanno spiato l'Unione europea, o paesi dell'Unione, mentre sono in corso trattative per arrivare a un accordo di libero scambio, certamente questo sarebbe un fatto preoccupante. Martedì si riunirà la Commissione europea a Strasburgo, ne parleremo, intanto attendiamo di sapere quale sarà la risposta degli Stati Uniti.

E' necessario accertare, sottolineato il vicepresidente, come si sono svolti i fatti. Da questo, è evidente, cambierà la prospettiva: è partito tutto dagli Stati Uniti o è frutto di iniziative personali di qualche dirigente dei servizi segreti Usa? Questo saranno gli USA a chiarirlo. Di certo,

se fosse confermato questo caso non agevolerebbe la trattativa sul libero scambio, ma siamo ancora all'inizio della trattativa, l'accordo dovrebbe essere firmato nel 2015, quindi esistono ancora margini, anche perchè per far saltare un accordo vanno verificati bene i fatti, quali siano le responsabilità, se esiste o no una responsabilità oggettiva degli Stati Uniti, i quali devono far chiarezza.

Tutti in trepidante attesa, quindi, dell'ormai annunciato chiarimento da parte degli Stati Uniti, chiarimento che visti gli ultimi eventi dovrà arrivare a breve.

Napolitano: "è un tema spinoso, mi aspetto risposte soddisfacenti"

1 luglio 2013, 10.20

Gli Stati Uniti hanno promesso a tutti gli Stati membri dell'Unione Europea delle risposte tramite i canali diplomatici e tra i Paesi in attesa di questi chiarimenti c'è anche l'Italia. Il Presidente Giorgio Napolitano, oggi a Zagabria per i festeggiamenti per l'ingresso in UE della Croazia, ha risposto ai giornalisti proprio a proposito dello scandalo che ha travolto gli Stati Uniti. Poche parole, ma molto chiare:

Vedo una forte discussione tra istituzioni europee e amministrazione americana. È una questione spinosa che dovrà trovare risposte soddisfacenti.

La NSA: "risponderemo attraverso i canali diplomatici"

1 luglio 2013, 9.03

Le minacce dell'Unione Europea hanno sortito l'effetto sperato. Le spiegazioni degli Stati Uniti a proposito dello scandalo sull'attività di spionaggio che li ha travolti e che sta minando i rapporti internazionali con l'Europa e il resto del Mondo, arriverà a breve, ma non dobbiamo aspettarci comunicazioni pubbliche. A rivelarlo in queste ultime ore ci ha pensato James Clapper, il Direttore dell'Intelligence Nazionale:

Mentre non commenteremo pubblicamente le specifiche accuse sulla nostra attività di intelligence, abbiamo chiarito che è nostra politica raccogliere qualsiasi tipo di informazioni di intelligence dello stesso tipo raccolto da ogni nazione.

Nessuna spiegazione pubblica, quindi, ma chiarimenti che arriveranno tramite i canali diplomatici:

Il governo degli Stati Uniti risponderà adeguatamente all'Ue attraverso i propri canali diplomatici, e attraverso il dialogo tra esperti di intelligence Usa-Ue che abbiamo proposto di costituire diverse settimane fa. Affronteremo questi temi anche bilateralmente con i singoli membri dell'Ue coinvolti.

L'Ue: "chiarezza o niente accordo sui mercati"

30 giugno 2013, 18.52

Durissima la posizione di Viviane Reding, vicepresidente della Commissione Ue e responsabile Giustizia dell'Unione Europea, che chiede alle autorità statunitensi di eliminare ogni dubbio ed ogni ombra sulla vicenda Datagate, una richiesta avanzata sul progetto PRISM già ai primi di giugno ed ancora senza risposta:

"Non possiamo negoziare un grande mercato transatlantico se c'è anche il minimo dubbio che i nostri partner fanno attività di spionaggio negli uffici dei nostri negoziatori."

Stando dunque alle parole della Reding l'Unione Europea potrebbe valutare il blocco dell'accordo di mercato transatlantico raggiunto pochissimi giorni fa al G8 in Irlanda del Nord, almeno fino a quando non sarà fatta chiarezza sulla vicenda.

Microsoft è stata la prima azienda ad aderire al programma nel settembre del 2011 e Apple l'ultima, nell'ottobre del 2012

Slide - come funziona il Progetto PRISM

I servizi segreti smentiscono coinvolgimenti

30 giugno 2013, 18.40

E' un vero e proprio caos di dichiarazioni quello che in queste ore si leva da tutta Europa: dopo le spiegazioni immediate e formali chieste dall'Unione Europea a Washington sui dati acquisiti dalla Nsa americana provenienti dalle telefonate di esponenti politici del Parlamento Europeo, della Commissione Europea e di varie istituzioni comunitarie.

Anche la Francia, tramite il ministro degli esteri Laurent Fabius, ha chiesto spiegazioni ufficiali alla Casa Bianca, mentre il ministro della giustizia tedesco Sabine Leutheusser-Schnarrenberger ha definito la vicenda "inconcepibile".

I servizi segreti italiani, travolti dalla bufera, hanno smentito ogni coinvolgimento nello scandalo al quotidiano laRepubblica, spiegando come determinati processi possano rientrare nei normali scambi di informazioni di intelligence, precisando tuttavia che non è stato commesso nessun illecito a danni dei cittadini italiani:

"E' una collaborazione nel campo del contrasto al terrorismo, alla criminalità internazionale, per la sicurezza dei contigenti militari italiani impegnati nel mondo. Ci sono scambi di dati e di valutazioni: ma naturalmente lo scopo è difendere i cittadini italiani, non passare all'estero dati sui cittadini italiani. Ormai le leggi italiane e il procedimento di controllo politico e governativo sull'attività dell'intelligence sono molto efficaci e rodati, e tutti i passaggi vengono fatti semplicemente rispettando le leggi e gli interessi strategici della Republica italiana."

La notizia è stata anche smentita dalla stessa Nsa, che ha definito "false" le voci che vorrebbero una collaborazione diretta dei servizi segreti italiani nella fornitura di dati sulle utenze all'interno del progetto PRISM.

Datagate, L'UE chiede spiegazioni - 30 giugno 2013, 13.30

L'Unione Europea ha chiesto spiegazioni immediate agli Stati Uniti relativamente a quanto riportato dalla stampa (la prima pubblicazione in merito è di ieri, un pezzo uscito sul Der Spiegel a proposito di un meccanismo di spionaggio sistematico ai danni dell'Europa, dei suoi diplomatici, delle sue istituzioni, perpetrato dall'agenzia americana Nsa.

L'UE è

«consapevole dei rapporti di stampa, sta andando avanti con la necessaria investigazione ed i controlli e in questa fase non fa altri commenti».

Lo ha dichiarato il portavoce dell'esecutivo. Inoltre, in un comunicato, la Commissione Europea spiega:

«Abbiamo preso immediatamente contatto con le autorità americane a Washington e Bruxelles, chiedendo informazioni»

Naturalmente diplomatica la risposta ottenuta dall'UE:

«verificheranno l'esattezza delle informazioni pubblicate e ci daranno conto».

Italia e altri spiavano? Rimossa la pagina del Guardian

30 giugno 2013, 10.47: E' stata rimossa la pagina web sul sito del Guardian in cui si rivelava la collaborazione transnazionale europea (sei nazioni, tra cui l'Italia) nella raccolta di dati personali per la NSA americana.

Grazie a Google però, che non dimentica, potete trovare uno screenshot parziale dell'articolo incriminato, nonchè l'intero testo dell'intervento di Masden sul sito su cui era stato originariamente pubblicato (sul Guardian non è più possibile leggerlo).

Secondo il Telegraph alla base della rimozione dell'articolo ci sarebbe la totale inaffidabilità della fonte, Wayne Madsen, la stessa persona che, a quanto sembra, tempo fa sostenne con convinzione che il presidente Barack Obama fosse gay. Il termine "investigation" sul sito del Guardian non aiuta a capire se la rimozione sia stata imposta dall'alto (come un sequestro preventivo, anche se improbabile nel giornalismo anglosassone) o ad un'opera di autocensura.

Datagate, anche l'Italia collaborava con la NSA?

Wayne Madsen

29 giugno 2013, 23.20: nuovi clamorosi sviluppi nel cosiddetto Datagate. Questa volta le rivelazioni non provengono da Snowden, ma da Wayne Madsen (nell'immagine), ex luogotenente della marina militare americana, che ha lavorato per la NSA dal 1985, ricoprendo ruoli di grande importanza all'interno dell'agenzia fino al 1997.

Secondo Madsen, almeno sei nazioni dell'Unione Europea avrebbero stretto accordi con gli USA per l'esame di dati personali nelle comunicazioni. Fra le nazioni c'è anche l'Italia. Le altre sono Danimarca, Paesi Bassi, Francia, Germania e Spagna.

L'accordo con gli States prevedeva la condivisione di dati relativi a connessioni internet e telefonia mobile, se richiesti dalla NSA.

Madsen ha deciso di parlare in un'intervista pubblicata sul sito Privacy Surgeon.org perché, ha detto

«Non posso credere al fatto che Angela Merkel riesca a rimanere seria mentre chiede ad Obama e alla Gran Bretagna assicurazioni, quando la Germania ha intrapreso la medesima relazione di collaborazione con gli USA»

Nel resto del mondo, oltre alla Gran Bretagna, gli USA, hanno raggiunto accordi anche con Canada, Australia e Nuova Zelanda. Lo scandalo, insomma, è di proporzioni mondiali.

«La maggior parte di queste informazioni non è segreta, né nuova. E' solo che i governi hanno scelto di tenere l'opinione pubblica all'oscuro di tutto. Non capiscono che i giorni in cui si poteva adottare la congiura del silenzio sono finiti»

ha chiusato Masden.

Ora. Se le rivelazioni di Wayne Madsen corrispondono al vero, sarà necessario fare chiarezza. Secondo le ricostruzioni offerte da Snowden, il progetto di sorveglianza segreto PRISM è iniziato nel 2007 e a quanto si sa prosegue ancora oggi.

E' lecito immaginare che in Italia, agli Esteri e al Copasir qualcuno sapesse, se è vero che il nostro paese è «legato contrattualmente» per questo progetto, come sostiene Madsen, agli Stati Uniti. Dal 2007 a oggi, il Copasir è stato presieduto nella XV legislatura da Claudio Scajola (con Massimo Brutti vicepresidente e Emanuele Fiano segretario), poi da Francesco Rutelli (vicepresidente Giuseppe Esposito, Roberto Cota segretario) e, dal 26 gennaio 2010, da Massimo D'Alema per la XVI legislatura. Nella legislatura corrente, il comitato di controllo sui servizi segreti è presieduto da Giacomo Stucchi (Lega Nord), (vicepresidente ancora Giuseppe Esposito, segretario Felice Casson).

Anche agli Esteri avrebbero dovuto sapere qualcosa: Massimo D'Alema (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008), Franco Frattini (fino al 16 novembre 2011), Giulio Terzi Sant'Agata, poi Mario Monti per un mese, quindi Emma Bonino si sono seduti sulla poltrona della Farnesina.

Chi farà chiarezza? Alla luce di questi dettagli, anche la presa di posizione di Schulz sembra vacillare.

Martin Schulz chiede chiarimenti agli States

29 giugno 2013, 21.36: il Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha commentato così all'Ansa le nuove rivelazioni di Snowden, pubblicate da Der Spiegel:

«Se è vero, è un enorme scandalo. Gli Usa devono dare immediate spiegazioni».

L'Europarlamentare tedesco ha rincarato la dose, precisando che se lo spionaggio a danni dell'Unione Europea fosse confermato, ciò

«incrinerebbe gravemente il rapporto con gli Usa ed avrebbe serie conseguenze su ogni tipo di relazione».

Der Spiegel pubblica altre carte: USA spiava diplomatici UE


29 giugno 2013: ormai la strategia di Snowden è chiara. Documenti sparsi in giro per il mondo, a questa o quella redazione di giornale, per far uscire le notizie a spizzichi e bocconi. Questa volta tocca a Der Spiegel citare documenti forniti dalla "talpa" statunitense secondo i quali – nulla di cui meravigliarsi – la NSA ha spiato per conto del governo degli Stati Uniti d'America anche l'Unione Europea.

Stando a quanto riporta il quotidiano tedesco, sarebbero state intercettate telefonicamente le missioni diplomatiche UE a Washington e a New York, con cimici e intrusioni nella rete interna dei computer.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO