Italia dei Valori, Ignazio Messina è il nuovo segretario

Ignazio Messina è stato eletto primo segretario nazionale dell'Italia dei Valori: è lui l'uomo che traghetterà il partito nel dopo Di Pietro.

Per molti uno sconosciuto, ma in Sicilia Ignazio Messina non è certamente un signor nessuno: ex sindaco di Sciacca (Ag) ed ex deputato Idv, molto vicino politicamente al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, Messina è oggi diventato ufficialmente the man, l'uomo che traghetterà la sconquassata nave dell'Italia dei Valori fuori dalla reggenza Di Pietro, messa in ginocchio dagli scandali e da un'innata capacità di autofagocitarsi.

Il Congresso dell'Idv, apertosi venerdì, lo ha eletto segretario con 69,11% dei voti mentre il diretto avversario, Niccolò Rinaldi, si è fermato al 30,89%. Messina diventa così il primo segretario del partito costituito dall'ex pm di Mani Pulite:

"Dobbiamo essere una grande squadra non un’elite, dobbiamo ripartire dalla nostra storia, da Sansepolcro, quando eravamo il partito della legalità: vi rovinerò le vacanze perché ho intenzione di scendere sui territori per ripartire dalla base. Noi vogliamo un paese diverso non con Berlusconi al governo e con il centrosinistra che glielo permette."

Nelle sue prime parole il neo-segretario Messina detta già quella che sarà la linea programmatica da seguire: partito della legalità (che fino a prova contraria è stato piuttosto, fino ad oggi, il partito del giustizialismo) e un chiaro e netto no al proseguimento dell'attività politica di Silvio Berlusconi.

Non certamente un'inizio brillante, in una chiara visione antiberlusconiana che ricalca nettamente quel solco profondo lasciato dal fondatore e padre padrone, fino a ieri, Antonio Di Pietro. L'ex pm, presente al Congresso, si è mostrato visibilmente commosso a termine delle votazioni, ha dichiarato:

"Vogliamo proporre ai cittadini un partito che possa essere una vera alternativa alle politiche dei governi Berlusconi prima e Monti poi che hanno portato il nostro paese sull’orlo del baratro."

Di Pietro ha inoltre ammesso, o ribadito, "qualche errore" nel corso della sua gestione, dicendosi tuttavia certo che Messina saprà restituire gli onori politici al partito da lui creato. Un partito rimasto al palo nelle ultime elezioni politiche, inglobato nel malriuscito esperimento rosso-giustizialista di Antonio Ingroia, Rivoluzione Civile (Ignazio Messina era candidato alla Camera ma non è stato eletto), che cerca ora il riscatto politico all'interno di un panorama certamente incerto, seppur ricco di sigle ed alternative (più o meno credibili sul piano programmatico e politico).

La linea politica è quella di sempre:

"I poteri forti, la casta e le lobby ce l’hanno fatta pagare perché non abbiamo voluto chinare la testa e non ci siamo voluti piegare ai grandi interessi delle banche e ci siamo sempre schierati in difesa dei lavoratori e delle classi sociali più deboli. [...] Abbiamo portato avanti una ferma opposizione al governo Berlusconi prima e a quello Monti poi e i fatti ci hanno dato ragione. Infatti, purtroppo, il sistema economico italiano si sta sgretolando. E anche il governo Letta continua a non prendere provvedimenti mirati per la crescita economica."

ha detto il responsabile Welfare, Maurizio Zipponi, intervenendo al Congresso, dimenticando però i vari De Gregorio, Scilipoti, Razzi, divenuti oramai simboli per eccellenza di una politica mitologica da Giano bifronte.

Foto | Ignazio Messina

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