Cenone a Palazzo Chigi - Monti, Calderoli, cotechino e lenticchie

Roberto Calderoli contesta a Monti il Cenone a Palazzo Chigi

La vicenda sarebbe buffa se non fosse tragica. In sostanza, Roberto Calderoli (Lega Nord) ha annunciato un'interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti a proposito dei festeggiamenti del 31 dicembre che si sarebbero tenuti a Palazzo Chigi, sede della Presidenza del Consiglio; Calderoli voleva ricever conto e ragione della notizia e anche avere un rendiconto delle spese sostenute per i festeggiamenti.

Il premier Mario Monti ha diramato un lungo e dettagliato comunicato stampa che descrive, con dovizia di particolari, lo svolgimento di detti festeggiamenti, le persone presenti e le spese sostenute. Particolarmente esilaranti i passi in cui si parla della spesa per il Cenone

    «Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie)».

e delle spese per la festa, cui hanno partecipato - spiega il comunicato - Mario Monti e la moglie, a titolo di residenti pro tempore nell’appartamento suddetto, nonché quali invitati la figlia e il figlio, con i rispettivi coniugi, una sorella della signora Monti con il coniuge, quattro bambini, nipoti dei coniugi Monti, di età compresa tra un anno e mezzo e i sei anni.Tutti gli invitati alla cena, che hanno trascorso a Roma il periodo dal 27 dicembre al 2 gennaio, risiedevano all’Hotel Nazionale, ovviamente a loro spese:

    La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti. Non vi è perciò stato alcun onere diretto o indiretto per spese di personale.
    Il Presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente.

Ma la replica, pur nel suo tono ironico, non ha affatto accontentato Calderoli. Anzi, lo ha rafforzato nelle proprie convinzioni.


Il leghista, infatti, a sua volta ribattuto:

La nota diramata da Mario Monti rispetto alla mia interrogazione scritta su quanto avvenuto a Palazzo Chigi a fine anno conferma pienamente che c'è stata una festa privata, testimoniata dall'ampia partecipazione dei suoi parenti e congiunti e, indipendentemente dal lavoro che sarebbe stato svolto dalla signora Monti in cucina e nel servizio ai tavoli. Verificheremo che non ci fossero davvero dei cuochi o dei camerieri, chiediamo al presidente Monti se sia al corrente di quanto costa tenere aperto Palazzo Chigi, con tutto il personale conseguente, incluso quello relativo alla sicurezza. Mi spiace, ma la toppa è peggio del buco».

A chi lo ha accusato di essere moralista, Calderoli ha già risposto:

«In quanto alle accuse di alcuni esponenti del Pd che mi accusano di essere moralista, chiedendomi cosa penavo delle feste di Berlusconi rispondo che io non sono un moralista e che Berlusconi le sue feste le faceva a Palazzo Grazioli o ad Arcore, ovvero nelle sue residenze private, e che le sue feste se le è sempre pagate di persona e quindi devo ritenere che Berlusconi dia ''lezioni di morale' anche al presidente Monti».

Un'osservazione viene spontanea: la questione, lo si vede bene, è di lana caprina; l'improvviso interesse di Calderoli per i festini di un premier non è affatto attinente ai problemi del paese, al merito del governo Monti, a qualsivoglia questione di reale interesse. Da un lato, facciamo davvero fatica, per dire, a immaginar la famiglia Monti gozzovigliare a spese dei contribuenti; dall'altro sarebbe più interessante che la politica - soprattutto da parte di forze che sono state al Governo - si interessasse di possibili soluzioni alternative alla crisi.

Di coloro, per esempio, che cotechino e lenticchie non se li sono potuti permettere.

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