Governo Letta, chi lo difende? “Solo” Napolitano. Il Cav fa il doppio gioco e il Pd non c’è

Il plauso di Giorgio Napolitano a Saccomanni va oltre i (pochi) meriti del ministro dell’economia ed è “strumentale” perché usato a difesa del governo di fronte agli attacchi dei partiti, Pdl in testa.


L’Italia non si schioda da una crisi che la erode ogni giorno di più e i ritocchini dell’esecutivo non incidono perché disancorati da riforme strutturali. Eppure qualcosa di più e di meglio si potrebbe fare, sia sul fronte della riduzione della spesa sia su quello dell’aumento delle entrate. Ad esempio intervenendo sugli squilibri dei trattamenti pensionistici e sugli stipendi di manager dell' amministrazione pubblica che spesso superano quello del presidente degli Stati Uniti, incidendo poi sull' evasione fiscale stanando gli evasori (se si vuole si può fare), infine usando la mano pesante sulla corruzione e sulle mafie, per recuperare ingenti risorse.

Ripetiamo, sono solo esempi, in un contesto dove il governo avanza con il passo della lumaca, quando non con quello del gambero. Ma anche Letta deve fare i conti con la realtà politica, soprattutto con quei settori (ampi) del Pdl che parlano come se fossero all'opposizione e contestano non solo Saccomanni, ma anche Letta e lo stesso Alfano.

Scrive Stefano Folli sul Sole 24 Ore: “Naturalmente Berlusconi potrebbe mettere a tacere questi cosiddetti "falchi" in un secondo, se volesse, ma evidentemente non vuole. Lui è la moderazione fatta persona ed è sempre il primo a garantire appoggio e sostegno al governo. Ma poi lascia che i suoi (almeno alcuni: Brunetta, la Santanché e altri) attacchino la grande coalizione. E' un doppio binario con cui dovremo convivere ancora a lungo, almeno fino alla sentenza della Cassazione su Mediaset, ma che può diventare davvero distruttivo”.

Già. Tant’è che stasera con la manifestazione sulla giustizia ad Arcore Berlusconi, sempre in bilico fra falchi e colombe, accende la miccia, sparando il suo primo petardo. Il Cav ribadisce che il sostegno al governo non può essere messo in discussione ma spara contro la staticità dell'esecutivo che, specie in economia, “non si muove”.

La strumentalizzazione e il gioco delle tre carte è fin troppo evidente: il leader del Pdl (defunto) gioca al gatto col topo, sapendo bene di essere in grado di poter staccare la spina a Letta quando vuole e quando gli conviene.

Ecco perché, con una maggioranza solo apparente e con il Pd “assente”, tocca a Napolitano puntellare il governo. Dura minga!

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