Nuovo segretario Pd: continua la battaglia contro Matteo Renzi

Candidato premier e segretario Pd vanno distinti? Nel Partito Democratico sta andando in scena la fiera dell'ipocrisia. In attesa che si decidano le regole.

La questione della divisione dei ruoli tra segretario del Partito Democratico e candidato premier sta diventando la fiera dell'ipocrisia: chi nel partito ha sostenuto la regola secondo cui il segretario è automaticamente il candidato premier, adesso chiede che i ruoli siano distinti; mentre chi ha chiesto una deroga a questa regola per partecipare alle primarie quando segretario era Bersani, e cioè Matteo Renzi, adesso vuole che questa norma sia rispettata. L'unica che sembra mantenere una qualche coerenza è Rosy Bindi, che - da avversaria del rottamatore - spiega: "Per un partito lo Statuto è come la Costituzione, non si cambia per quelle che sono le convenienze politiche del paese".

Invece è proprio così che si sta mettendo la cosa: Renzi ha capito che diventare candidato premier del centrosinistra è molto più agevole se si è prima diventati segretari del Pd (ruolo che per lui non ha nessun'altra attrattiva); i suoi avversari si sono convinti che l'unico modo per fermare Renzi è impedirgli di diventare segretario. Anche usando la scusa di Enrico Letta, che potrebbe volersi ricandidare a premier ma non può candidarsi alla segreteria per ovvie ragioni.

E quindi tutti si rimangiano quanto scritto nello Statuto o quanto detto per far modificare lo statuto: le parti si sono invertite, sempre per convenienza tattica. Ma il nodo va sciolto, altrimenti non si definiranno mai le candidature. Del sindaco di Firenze in primis, ma anche di chi - al contrario - si candiderebbe alla segreteria Pd senza ambizioni di premiership, come Gianni Cuperlo (candidato dei Giovani Turchi, sempre che non scenda in campo Fassina direttamente).

Prima ci si chiarisce, meglio è. Per questo pare essere saltata l'idea di rimandare il congresso alle calende greche per fare un dispetto a Matteo Renzi; il congresso si farà, invece, attorno alla fine del 2013. E lì si vedrà chi saranno i candidati alla segreteria che si sfideranno alle primarie e con quali regole. Per il momento in gara sembrano esserci, oltre a Renzi, Pippo Civati, Deborah Serracchiani (neoeletta governatrice del Friuli), Gianni Cuperlo e/o Stefano Fassina; Gianni Pittella. Resta l'enigma di Guglielmo Epifani. Ma per confermare o meno la partecipazione sono tutti in attesa delle regole e della seguente decisione di Matteo Renzi.

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