Pensioni, il governo pensa a una nuova riforma. Flessibilità e staffetta generazionale

Il governo cerca di superare la riforma Fornero


Come era ampiamente previsto, sul tavolo del governo arriverà presto la nuova riforma delle pensioni – o controriforma, visto che per buona parte cancellerà le novità introdotte da Elsa Fornero. Era da prima delle elezioni che tra Pd e Pdl c'era stato un avvicinamento per superare la riforma del governo tecnico, tanto che la bozza di legge allo studio porta la firma di due esponenti del Pd ma con il favore del Pdl: Cesare Damiano e Pier Paolo Baretta.

La principale novità della (contro)riforma sarà la possibilità di lasciare il lavoro prima dei 66 anni previsti dalla riforma Fornero. Senza tornare al sistema precedente, sarà però possibile per chi ha raggiunto la fatidica quota 97 (62 anni d'età e 35 di contributi) decidere di andare in pensione anticipatamente, subendo una decurtazione dell'8% all'assegno mensile. La decurtazione sarà inversamente proporzionale all'età a cui si decide di lasciare il lavoro: 8% se si va in pensione a 62 anni, 6% a 63 anni, 4% a 64 anni, 2% a 65 anni. Se invece si vuole restare al lavoro oltre i 66 anni, e fino ai 70%, sarà prevista una maggiorazione annuale.

Il meccanismo di incentivi e penalizzazioni mette d'accordo tutti (peraltro gli stessi che a suo tempo hanno votato per la riforma Fornero), ma il principale ostacolo per l'approvazione sarà la copertura finanziaria. I tecnici del ministero hanno fatto notare che penalizzazioni e incentivi potrebbero non compensarsi, e in questo caso bisognerà intervenire con decurtazioni più alte, ed è sicuro che sul tema ci saranno scontri tra le varie componenti della maggioranza. Altro punto del contendere sarà la scelta di mantenere o meno, per i lavoratori e le la­voratrici con 41 anni di contri­buti, la possibilità di andare in pensione a prescindere dall'an­zianità anagrafica, come previsto dalla Damiano-Baretta.

Il tutto andrà amalgamato con gli altri punti della (possibile) riforma, e cioè una nuova versione del "contributo di solidarietà" per le pensioni d'oro dopo la bocciatura da parte della Corte Costituzionale di quello a suo tempo previsto da Monti. L'altro punto è poi la "staffetta generazionale", fortemente sponsorizzata dal ministro del Lavoro Giovannini e che prevede il part time per i lavoratori anziani per permettere ai giovani di entrare in azienda. Poi c'è il capitolo esodati: un'altra proposta di Damiano è in questo momento in commissione a Montecitorio. Prevede il rifinanziamento del Fondo esodati in modo da allargare la platea ad altri 130.000 lavoratori, ma come sempre il problema è la copertura.

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO