Casta militare e spese folli. Monti, se ci sei batti un colpo!

Quando in Italia si parla di caste, quella militare è indubbiamente fra le più corpose, dispendiose e intoccabili. Cancellare le nostre forze armate, la nostra difesa è solo, oltre che una stupidaggine, una utopia. Ma ciò non può essere una copertura per lasciare le cose come stanno. In questo settore delicato e vitale, ridurre la spesa dandogli una migliore funzionalità, si può.

Scrive su l’Unità Umberto Degiovannangeli: “ Ridurre le spese militari non significa smantellare uno dei pilastri della politica di un Paese, la Difesa, ma orientare, selezionare, gli investimenti in funzione del ruolo che s’intende avere sullo scenario internazionale. Un ripensamento da collocare in una chiave europea, sviluppando, ad esempio, una politica di Difesa integrata euromediterranea, «modello Unifil», la missione Onu in Sud Libano che si regge essenzialmente sul contributo di Italia, Spagna e Francia”.

Già. Un conto è dirlo, un conto è farlo. L’Italia spende di più di molti altri Paesi: è la decima potenza militare al mondo su 153 Paesi monitorati (dati Sipri). Il nostro Paese spende per l’apparato militare più di Canada, India, Brasile, Israele ecc. Abbiamo Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica) composte da 178.600 unità, più militari della Gran Bretagna (177.000), della Germania (152.000), della Spagna (135.000). La nostra spesa pro capite è di 478 dollari annui, contro i 332 del Giappone, 411 della Germania.

Attualmente sono impegnate nelle missioni all’estero 7.435 uomini e donne. Le nostre Forze Armate sono oggi composte da 83.421 unità, per lo più persone in età avanzata, per un costo (solo per il personale) di 9,4 miliardi euro (2011). La spesa per il personale è un’anomalia perché inghiotte 2/3 del bilancio della difesa. Infatti l’organico attuale conta ben 511 tra generali e ammiragli (69 generali di Corpo d’armata!), 2600 colonnelli, 22.992 ufficiali, 71.837 sottufficiali con la truppa volontaria, ripetiamo, di 83.421 unità: siamo un esercito di … “comandanti”.

E veniamo alle commesse, a cominciare dai famosi F-35. Questo il quadro.
CACCIA F-35. L’Italia ha una commessa di 15 miliardi di euro per l’acquisto dagli Stati Uniti d’America di 135 caccia F-35 (costo unitario 124 milioni di euro).
EUROFIGHTER. L’ultima trance del programma (già spesi 13 miliardi di euro) per il caccia Eurofighter costerà all’Italia 5 miliardi di euro.
AEREI SENZA PILOTI: Il nostro governo intende acquistarne 8. Costo complessivo 1,3 miliardi di euro.
ELICOTTERI. L’Italia sta acquistando 100 nuovi elicotteri militari NH-90: costo complessivo 4 miliardi di euro.
NAVI DA GUERRA. L’Italia ha acquistato 10 fregate «Fremm» costo complessivo 5 miliardi di euro.
SOMMERGIBILI. Il nostro Paese sta acquistando 2 sommergibili militari: costo 1 miliardo di euro.
SISTEMI DIGITALI PER L’ESERCITO: Il progetto «Forza Nec» serve a dotare le forze di terra e da sbarco di un sistema di digitalizzazione. Solo la progettazione in atto costa 650 milioni. La stima di spesa complessiva è intorno a 12 miliardi di euro. Nel 2013, nel 2013 acquisteremo 249 blindati «Freccia per 1,6 miliardi. Nel 2015, 2 fregate antiaeree «Orizzonte » per altri 1,4 miliardi. Nel 2016 finiremo di pagare la portaerei Cavour e 4 sommergibili U-212 saldando i restanti 3,2 miliardi del finanziamento. Sul bilancio dello Stato, al momento, gravano 71 programmi di ammodernamento e riconfigurazione di sistemi d'arma, che ipotecano la spesa bellica da qui al 2026.

Si chiede Degiovannangeli: “sono tutte acquisizioni necessarie?”. Ce lo chiediamo anche noi. Chissà se se lo chiede anche il premier Mario Monti? E magari anche Giorgio Napolitano?

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