Blitz anti evasori, "gioco" mediatico o Stato autoritario?

Bastano pochi blitz contro presunti evasori fiscali delle Fiamme Gialle a Cortina e a Portofino per scatenare un putiferio. Non solo da destra, si grida contro lo Stato con gli artigli, dimenticando semplicemente, al di là di giudizi etici, che non pagare le tasse è un reato e che proprio il lassismo e l’inefficienza dello Stato ha prodotto la voragine dei conti pubblici e anche l’esercito degli evasori.

I blitz sono esercitazioni dimostrative, solo un segnale, o l’iceberg di una strategia tesa a fare pagare tutti i cittadini in base al loro reddito e alla loro ricchezza?

Chi oggi protesta contro i blitz è contro l’ingerenza dello Stato e chiede di affidarsi totalmente al mercato, dimenticando che proprio la degenerazione del “liberalismo”, l’ideologia del mercato, ha prodotto l’attuale crisi internazionale.

Oggi, ovunque, pur con stili, metodi e tempi diversi, l’obiettivo è il risanamento dei bilanci con il loro pareggio, con la riduzione del deficit e con la riduzione, anno per anno, del debito pubblico. Questo perseguono gli Stati Uniti, l’Unione Europea, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, la Banca Europea e i singoli stati. Il pareggio del bilancio è un impegno che deve entrare nella Costituzione dei paesi europei e deve essere perseguito con tasse e tagli delle spese che saranno accompagnate da misure di rilancio, promesse ma finora non decise.

“Così – scrive oggi sul Riformista Giovanni Pieraccini - nella Costituzione Italiana la centralità della persona umana sarà sostituita dalla centralità del Bilancio”.


Lo stesso governo Monti, con ben altra autorevolezza e credibilità del governo Berlusconi, di fatto opera sul binario del risanamento basandosi su molti sacrifici (per lo più dei soliti noti) e su poche (per ora) riforme per la ripresa. Il rischio è che la svolta non arrivi e che si piombi nella più nera delle recessioni. Allora perché “criticare” e “pungolare” Monti ma evitare di farlo cadere?

Risponde Pieraccini: “Non è una contraddizione poiché se cadesse avremmo dinanzi a noi il vuoto e sarebbe catastrofico per l’Italia con gravissime conseguenze per l’Unione Europea.
Allora che senso ha denunciare la restaurazione senza proporre nessuna politica alternativa credibile? È talmente grave il fallimento della sinistra insieme a quella del mercato che si è costretti a subire le norme proposte”.

Qui siamo. Berlusconi è immerso nel suo letamaio dorato. Ma Bersani (e anche Casini) è in mezzo alle sabbie mobili. La casta difende coi denti se stessa. La politica giace in letargo. Solo Napolitano resiste e chiama alla "resistenza". A quando una “primavera” italiana?

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