Cosa ha detto Mario Monti da Fazio?

Ospite del salotto televisivo di Fabio Fazio, il presidente del Consiglio Mario Monti dice e non dice (più che altro la seconda) a proposito delle prossime iniziative future del governo e della "fase due", quella cresci Italia battezzata prima delle vacanze natalizie (e anche prima della sterile polemica - un'inutile interrogazione per un'altrettanto inutile risposta sul sito ufficiale del Governo - sul capodanno a Palazzo Chigi).

Entriamo nel merito del contenuto "politico" di quanto detto dal premier - fra battutine e ironia velata. Sì alle liberalizzazioni (anche se, dice Monti, non si dovrebbero chiamar così perché si rischia di usare termini ideologici); Rai privatizzata? Forse ma non si sa: «è un governo strano», dice Monti. Ammettendo, di fatto, che si tratti di un governo politico, ma fortemente anomalo proprio dal punto di vista politico (e democratico); articolo 18?

«Il nostro atteggiamento mentale è che niente deve essere tabù».

Frase questa, già citata da Elsa Fornero più volte e passata ai media come un mantra, come una cosa positiva per forza. Ma se niente è tabù, vuol dire anche che non ci sono punti cardinali a cui far riferimento: non si tratta di una cosa necessariamente positiva. Soprattutto, non è necessariamente positivo tutto quel che dice o pensa Mario Monti, anche se l'atteggiamento di Fazio durante l'intervista (o meglio, durante la lezione del professore, giacché di questo si è trattato) era proprio quello dell'italiano che ascolta con deferenza il vate che sale inc attedra.

Altri punti toccati o sui quali si è sorvolato: non si sa nulla dell'aumento dell'Iva, Monti ha preso l'argomento alla larga e ha evitato la risposta. Ha aperto sulla Tobin Tax (ovvero una tassazione delle transazioni finanziarie) ma solo a condizione che sia una misura che riguardi tutta l'Europa. Ha ribadito che verrà messa mano al mercato del lavoro (senza chiarire in che modo, se non affermando, una volta di più, che si garantirà la concorrenza e si favorirà l'occupazione giovanile). Ha lanciato i suoi pacatissimi strali contro le cosiddette "corporazioni".

E non sarà sfuggito ai più che, in apertura del suo intervento, ha espressamente ribadito che, oltre alle discontinuità, ci sono anche «molti elementi continuità con il precedente Governo Berlusconi»: serva da monito a tutti quelli che vedono in monti il Salvatore e che, fino a pochi mesi fa, sedevano negli scranni di chi faceva l'opposizione sulle barricate (a parole, ovviamente).

Insomma: una passerella televisiva priva di sostanza, ma con tanta forma, qualche risata del pubblico (e di Fazio), qualche applauso: anche per stasera Mario Monti - che si è rivelato un campione dell'essere evasivo, ha messo un tassellino nel puzzle dell'uomo-da-non-criticare, quello che fa le misure dure ma inevitabili. Qualcuno, tuttavia, resta vigile.

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