Berlusconi, Pd “traditori”. E’ scontro sulla Santanchè

C’è un parola che svetta nel lessico popolar-populista berlusconiano: “traditori”! Come ieri il Cav gettava in pasto ai suoi i vari “amici” Follini, Casini, Fini, oggi l’accusato è l’alleato Pd, il “traditore” delle larghe intese perché non accetta la Santanchè, bandiera del Pdl per la vicepresidenza della Camera.

Da lì, all’attacco ad alzo zero contro il ministro dell’economia Saccomanni, il passo è breve. E porta diritto all’ultimatum contro il governo Letta su fisco, lavoro, decreti (cioè su ogni misura dell’esecutivo già presa e da prendere), in altre parole: è tutto da rifare! Qui siamo.

Con la prova di forza – si fa per dire - del … nuovo popolo di Forza Italia, una sparuta pattuglia di reduci in quel di Arcore inneggianti a un Cavaliere “muto” che sorride a denti stretti e con il pensiero rivolto alle prossime scudisciate che giungeranno dalle sentenze dei tribunali.

Ora, questa storia della Santanchè appare di lana caprina ma ha risvolti politici persino destabilizzanti. Di solito i vicepresidenti della Camera sono figure di secondo piano, ( a parte Clemente Mastella) incolori e nessuno se li ricorda poi.

Qui è diverso perché la Santanchè è la “pasionaria” del Cav, quella che anche ieri sera ad Arcore guidava la “crociata” contro i giudici e contro gli antiberlusconiani di ogni risma e colore, a cominciare dal Pd.

Ecco, può il pidì votare una così? E, come solito, è il Partito Democratico in mezzo alla tenaglia: se Epifani farà passare il “sì”, via ai franchi tiratori e i mugugni della base esploderanno. Se prevarrà il “no” (anche con scheda bianca), l’alleanza pro tempore fra Pdl e Pd entrerà nella dirittura finale e sbatterà presto contro il muro.

Il Pci con la Dc mandò giù rospi ben più indigesti, ma sempre presentò il conto allo “Scudo crociato” e spesso incassava, a favore degli italiani. Che c’è da incassare, qui?

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