Datagate: chi è Bradley Manning, la talpa di WikiLeaks

Edward Snowden ha citato nel suo ultimo messaggio il soldato USA che passò i documenti riservati a WikiLeaks


Nella sua ultima dichiarazione ufficiale pubblicata da WikiLeaks, l'ex analista informatico della CIA Edward Snowden cita, tra gli altri, anche Bradley Manning come esempio di informatori perseguitati dall'amministrazione Usa. Si tratta di un nome salito alla ribalta nel 2010 all'esplosione del fenomeno WikiLeaks, ma chi è Bradley Manning.

Classe 1987, Manning è un militare dell'esercito americano arrestato nel 2010 con l'accusa di essere la "talpa" che passò a WikiLeaks documenti e informazioni strettamente riservate. Bradley Manning, di origini britanniche, nel 2007 decise di arruolarsi nell'esercito anche se non ebbe vita facile: a causa del fisico mingherlino e del carattere riservato fu vittima del bullismo dei compagni e rischiò seriamente di essere congedato. Tuttavia, anche grazie alle sue doti di informatico, venne inviato nel 2009 in Iraq, dove ha avuto accesso a un network usato dal governo Usa per trasmettere informazioni riservate.

Dopo la pubblicazione da parte di WikiLeaks di documenti tra cui 250.000 cabli riservati, 500.000 rapporti sulle guerre in Iraq e Afghanistan, e video sui bombardamenti di Baghdad, l'hacker Adrian Lamo denunciò all'FBI che Manning gli aveva rivelato via chat di aver passato lui i documenti al sito di Julian Assange. Manning venne arrestato, portato in Kuwait e subito dopo trasferito negli Usa per essere processato con 22 capi d'accusa.

Da allora Manning è detenuto nel carcere militare di Quantico, in Virginia, in condizioni spesso denunciate come tortura. Manning è infatti tenuto in isolamento per 23 ore al giorno, dorme con le luci accese, viene incatenato quando riceve visite e l'unica forma di movimento concessagli è la possibilità di camminare in cerchio nella cella per un'ora al giorno. Secondo le informazioni ottenute da WikiLeaks, Manning è ormai in stato catatonico.

Le condizioni detentive hanno causato nel 2011 un appello di Amnesty International all'allora Segretario alla Difesa Robert Gates, e le dimissioni del portavoce del Dipartimento di Stato, che aveva criticato il trattamento a cui è sottoposto Manning. Il militare in corte marziale si è dichiarato colpevole di 10 dei 22 capi d'accusa, ammettendo di aver fornito materiale riservato a WikiLeaks. Per le accuse di cui si è dichiarato colpevole, Manning rischia oltre 20 anni di carcere. Il mese scorso è iniziato il processo per le altre accuse.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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