Il ministro Cancellieri: "Le lobby frenano le riforme"

Annamaria Cancellieri, ministro della Giustizia, intervenendo al convegno di Confindustria: "siamo in piena battaglia, non arretriamo di un passo"

Aggiornamento 14.02 - In riferimento a quanto dichiarato stamattina, in particolare sulla mancanza di un senso comune di giustizia, Annamaria Cancellieri ha precisato di riferirsi non al governo ma a Parlamento e società civile. In risposta all'indignazione del presidente dell'Ordine degli avvocati di Napoli, che si lamentava delle frasi infelici pronunciate sabato dal ministro definendole "gravi", Cancellieri ha detto:

"E quello che fanno loro, interrompendo il corso della riunione? Hanno interrotto il Pg mentre parlava con una gazzarra."

Si è lanciata in un j'accuse che certamente scatenerà una nuova girandola di polemiche il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri: questa volta nel mirino ci sono le lobby, che creano non poche difficoltà nella stesura e nell'attuazione anche di una minima riforma del sistema penale e civile italiano, nonchè nell'urgentissima riforma delle circoscrizioni giudiziarie.

Le parole della Cancellieri lasciano a dire il vero molto poco spazio a fantasia e complottismo e rappresentano un atto d'accusa piuttosto preciso: rispondendo ad una domanda di Enrico Mentana su chi stia frenando la messa in opera della riforma del sistema giudiziario italiano, dal palco del convegno di Confindustria cui ha partecipato anche il vicepremier Angelino Alfano, Annamaria Cancellieri ha chiarito:

"Gli avvocati... Le grandi lobby che impediscono che il paese diventi normale. Quando vai a toccare un singolo caso scatta un meccanismo di lobby e di campanilismo. Ma noi andiamo avanti."

Un'affermazione che, in Italia, rappresenta sempre, per chiunque la pronunci, una sorta di firma della propria condanna a morte (a dimostrazione, forse, delle ragioni di chi pronuncia tali parole), almeno politicamente parlando; non paga il ministro della Giustizia ha spiegato come anche nel governo non ci sia, nei fatti, una vera linea comune sulla riforma della giustizia (come potrebbero coesistere istinti di giustizialismo sfrenato, la proposta di responsabilità civile per i magistrati e la presenza stessa di ex magistrati nella compagine di maggioranza?).

Anche sulla mediazione obbligatoria Cancellieri ha lamentato resistenze da ogni fronte. Parole che hanno riacceso le polemiche, dopo il fuorionda di qualche giorno fa:

"Le parole del ministro Cancellieri sono gravissime. Rappresentano una mancanza di rispetto ed esprimono una concezione antidemocratica. Mai avrei pensato che un Guardasigilli avesse una tale concezione dell'Avvocatura e della tutela dei cittadini. Sono affermazioni da Stato illiberale"

ha detto il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Napoli, Francesco Caia, in merito a quella poco felice frase ("li vado ad incontrare così me li levo dai piedi") pronunciata dal ministro.

C'è tuttavia da riflettere sul perchè, in tanti anni, la giustizia italiana non sia stata riformata: si tratta, nello specifico, di andare a toccare uno dei tre poteri fondamentali dello Stato, cosa non semplice e certamente critica sotto il profilo istituzionale.

Il ministro ha poi apprezzato la situazione riscontrata durante la sua visita alla Corte d’appello di Milano nella quale ha trovato «unità d’intenti» fra tutte le componenti, dai magistrati agli avvocati, cosa non riscontrata nella sua visita a Napoli, un "castello" che non si riesce a smantellare.

Foto © Getty Images

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