Ore 12 - Monti va. E i partiti?

altroSe Atene piange, Sparta non ride. Se Mario Monti avanza a zig-zag su una pista minata cercando di coniugare risanamento e riforme, sacrifici e ripresa, i partiti che lo sostengono borbottano e mandano giù rospi, "costretti" a dargli il disco verde, fermi nelle rispettive roccaforti.

Possono fare altro, Berlusconi, Bersani, Casini, quando meno del 4 per cento degli italiani nutre ancora fiducia nei partiti? Potremmo chiuderla qui, con l’antico adagio: “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”.

Non sono stati il berlusconismo e l’antiberlusconismo, il bipolarismo Made in Italy, la seconda Repubblica delle … banane, il parlamento dei nominati, i partiti personali-padronali, la commistione fra politica e affari, l’occupazione delle Istituzioni da parte dei partiti, i politici “inventati” amici delle cricche del malaffare, ad avere prodotto il distacco fra potere e cittadini, fra amministrati e amministratori, fra casta e popolo?

Ora, di fronte a tutto ciò, di fronte agli imprenditori-politici dediti al Bunga bunga e alle leggi ad personam o ai politici professionali “astratti” dediti a cercare identità e progettualità, Mario Monti appare Massimiliano Robespierre e il suo governo, quasi quello dei bolscevichi di Lenin.

In effetti Monti fa quello che tutti hanno già fatto (risanamento pagato dai soliti noti) e cerca di fare quello che nessuno ha mai fatto nella seconda Repubblica (rilancio con qualche riformina che però scuote le solite corporazioni). Tant’è che dal Pdl gridano: “Ma questo è il Prodi tre!” e dal Pd non s’ode voce, temendo di pagare pegno alle urne del 2013. Da banda opposta, Bossi e Di Pietro soffiano irresponsabilmente sul fuoco.

Se Monti riesce ad evitare mine e trabocchetti, dialogando con il Paese reale, gliela farà. Con i partiti pronti a rubargli (non solo) la scena. Se Monti crolla, i partiti incolperanno il prof ma ne seguiranno ignominiosamente la sorte.

Un dato è certo: i partiti non possono stare ancora a mugugnare dietro i loro usci socchiusi. O escono allo scoperto o saranno gli italiani a stanarli. Con l’indifferenza. Ma quale Italia senza partiti?

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