Referendum Porcellum, domani si riunisce la Consulta

referendum legge elettorale firmo voto scelgo gennaio consulta domaniGià qualche settimana fa vi avevo aggiornato sull'iter del referendum sulla legge elettorale. Ricordate? Quello per mandare in pensione il porcellum di Calderoli e tornare al passato, per ora al mattarellum: ma tenendo come punto fermo una riforma della legge elettorale - che Monti ha smentito di voler fare, per cui se ne riparlerà appena verrà eletto un nuovo governo - in direzioni ancora da chiarire. Domani, 11 gennaio, è il giorno in cui la Consulta si riunirà per decidere sull'ammissibilità dal punto di vista costituzionale dei due quesiti referendari. Che aria tira? Più o meno la solita, e la morale è questa: il porcellum a parole non piace a nessuno, ma nei fatti è amatissimo dalle segreterie di partito.

E sulla Consulta che si dice? Che decisione prenderà? Oggi Stefano Passigli su La Stampa spiega le tre opzioni: la Consulta dichiara ammissibili i referendum e va contro la sua stessa giurisprudenza, la Consulta li dichiara non ammissibili e segue la sua giurisprudenza ma si mette contro una grossa fetta di opinione pubblica, e infine la terza opzione, molto all'italiana, molto via di mezzo, un po' democristiana:

L’alto costo presso l’opinione pubblica di una pronuncia negativa della Corte potrebbe essere mitigato da una terza auspicabile soluzione. E’ infatti ipotizzabile che la Corte, pur non ammettendo i quesiti, indichi al Parlamento la necessità di emendare il Porcellum dei suoi aspetti maggiormente a rischio di incostituzionalità, tra cui in primo luogo l’abnorme premio di maggioranza che consente anche ad un partito che abbia solo il 30-35% del voti di conseguire la maggioranza assoluta dei seggi, e il conseguente controllo non solo del Governo ma anche di tutte le magistrature di garanzia. In altre parole, la Corte - non potendo sollevare dinanzi a se stessa un giudizio di costituzionalità sulla legge, pena il delegittimare Parlamento e Governo - potrebbe con un formale monito indicare alle Camere le modifiche da apportare al Porcellum.

Ok, ma se andasse così come suggerito nella terza opzione formulata da Passigli, dovrebbe essere il governo Monti ad agire. E proprio Mario Monti lo ha detto a chiare parole che quello della riforma della legge elettorale non è un tema di cui si occuperà il suo esecutivo, ma un tema di cui si deve occupare la politica. A quel punto la situazione si ingarbuglierebbe parecchio. Vedremo come va, forse domani in serata, forse dopodomani, visto che non è matematicamente certo che l'udienza della Consulta non sia da aggiornare a giovedì 12. Nel frattempo se volete farvi un'idea del porcellum e delle modifiche che si vorrebbero apportare alla legge elettorale, potete rileggere la nostra guida.

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