USA 2012 - Primarie in New Hampshire

New Hampshire 2012 - Primarie - Supporter di Mitt Romney

Mancano poche ore alle primarie 2012 in New Hampshire e, anche se si tratta soltanto del secondo appuntamento per il voto negli States, il risultato potrebbe essere già molto importante per il futuro dei candidati repubblicani. Qui, Mitt Romney, nel 2008, è stato sconfitto da John McCain, che quest'anno, però, lo sostiene. Negli ultimi giorni - probabilmente, dopo l'appoggio del Boston Globe - Jon Huntsman ha racimolato parecchi punti percentuali nei sondaggi.

New Hampshire Primarie 2008 Insomma, non è in discussione la vittoria di Romney, ma il margine. Nell'ultimo sondaggio, il favorito è dato al 37%. Ron Paul al 18%. Huntsman al 16% (quindi per il secondo posto si è sostanzialmente alla pari). Distaccati Rick Perry e John Santorum. La battaglia è dunque, essenzialmente, per il secondo, terzo e quarto posto. E la seconda domanda, oltre al margine con cui vincerà Romney, riguarda Rick Perry: dopo il voto, lascerà? O proseguirà la sua corsa?

La cosa più interessante da notare è che la campagna fra i Repubblicani si gioca tutta sulla gara a chi sia più conservatore e più di destra. La questione è molto semplice: il prossimo appuntamento, quello con il South Carolina, potrebbe essere fortemente influenzato proprio dall'esito delle primarie del New Hampshire. Una vittoria schiacciante proietterebbe Romney verso un futuro in discesa. Una vittoria con scarso margine, invece, potrebbe metterlo in difficoltà proprio in South Carolina dove fu sconfitto nel 2008 (esattamente come in New Hampshire) da John McCain.

Nel frattempo, Romney rende la vita più semplice ai suoi avversari, intaccando da sé la sua posizione, al momento assolutamente invidiabile, con una serie di gaffe che sembra non fermarsi.

Non ultima, il «Mi piace licenziare» che potete sentire nel video.

Possono sembrare questioni banali, ma non è così: le gaffe, messe in sequenza una dopo l'altra ed estrapolate dal contesto, possono diventare molto pericolose per un candidato (come spiega bene l'Huffington Post.

Per chiarire bene la sua posizione sul libero mercato e sulla libertà di licenziare, Romney ha dovuto addirittura convocare una conferenza stampa (e stiamo parlando degli States, non dell'Italia) e ha provato a chiarire: «Things can always be taken out of context and I understand that that's what the Obama people will do» (Le cose possono sempre essere messe fuori contesto e so che questo è quel che faranno gli uomini di Obama). Peccato che, per il momento, lo stiano facendo i suoi avversari, e che Romney stia dando loro una grossa mano.

Fra le altre frasi infelici che si è lasciato scappare, c'è quella sui debiti. Romney voleva buttarla sui sani principi di famiglia. E così ha raccontato che suo padre gli diceva sempre che i debiti si pagano, e che pensa che nessuno che abbia bisogno della politica per pagare i propri debiti dovrebbe correre per la Casa Bianca. Gingrich, che evidentemente non vedeva l'ora di azzannare l'avversario, ha commentato: «That was very much the opposite of the American tradition historically. We want everyday, normal people, to be able to run for office. Not just millionaires.» (E' decisamente l'opposto della tradizione storica americana: vogliamo tutti i giorni persone normali che siano in grado di scendere in politica. Non solo milionari). Il che, detto da uno che ha comunque raccolto due milioni di dollari per la sua campagna elettorale suona quasi paradossale.

Strano carrozzone, quello delle primarie U.S.A. Ma fra poco i risultati lasceranno il posto alle chiacchiere e per un paio di giorni non ci sarà spazio per le gaffe.

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