Renzi pizzica il Pd: "no al tiro al piccione"

Il sindaco di Firenze sulla sua newsletter contrattacca i capicorrente del Pd: "non devo chiedere il permesso"

Batte i pugni Matteo Renzi e lo fa tramite la newsletter che solitamente viene inviata agli iscritti al suo sito: pur non sciogliendo le riserve su una sua possibile (probabile) candidatura alla segreteria del Pd post-Epifani (che nello stato attuale in cui versa il Pd somiglia più un Caronte politico), si fa sentire e lo fa scrivendo parole che certamente solleveranno nuove polemiche interne ai democratici.

Ce l'ha con i capicorrente, il sindaco di Firenze che, forse ringalluzzito dalla chiusura del campionato di Calcio storico, forse esaltato dalla durezza degli incontri sportivi, non lesina parole piuttosto dure nei confronti delle varie fronde del grande albero del Partito Democratico: ce l'ha, di nuovo, con Epifani, che non risponderebbe alle sue richieste di convocare il Congresso del partito, ce l'ha con la stampa, che sarebbe troppo occupata ad occuparsi di lui piuttosto delle altre questioni interne al centrosinistra, ce l'ha con il Pd, che fa delle "alchimie delle regole" una ragion d'essere.

Un Renzi che non ci sta, che attacca l'attendismo del Pd e che dimostra anche di temere i giochi politici che, lontano da Firenze, starebbero tramando contro di lui:

"In privato tutti mi dicono: Matteo, stai buono, ti facciamo fare il candidato premier. Stai buono, che poi tocca a te. Insomma: un bambino bizzoso cui si promette la caramella se non piange. Signori, conosco il giochino: i capicorrente romani prediligono lo sport del tiro al piccione. E io sinceramente non ho molta voglia di fare il piccione."

Non è abbastanza tuttavia per convincere il sindaco a sciogliere definitivamente il mistero (più un mistero di Pulcinella a dirla tutta) sulla sua candidatura alla guida del partito, una decisione che ci tiene però a sottolineare appartenere a lui e a nessun altro:

"Quello che faremo, sia che ci candidiamo sia che non ci candidiamo, lo faremo come sempre senza chiedere il permesso ai capicorrente."

Sulle polemiche ferocissime che lo hanno travolto nei giorni scorsi, sull'affitto alla Ferrari di Ponte Vecchio per una serata, il sindaco non si è lasciato scappare l'occasione (certamente ghiotta) per sottolineare gli introiti (120mila euro secondo il sindaco) per le casse fiorentine:

"Non è vero che abbiamo chiuso per la prima volta Ponte Vecchio. Era già stato chiuso, senza polemiche, per Lucio Dalla con Benvenuto Cellini o per la sfilata di Roberto Cavalli. Stavolta abbiamo coinvolto i top clients mondiali di Ferrari, potenziali investitori in città."

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO