Referendum porcellum, oggi è il giorno x

porcellum oggi decisione consultaSiamo arrivati al dunque: oggi la Consulta si pronuncerà sull'ammissibilità dei quesiti referendari destinati all'abrogazione del porcellum, la legge elettorale voluta da Roberto Calderoli e da lui stesso ribattezzata "una porcata". Ieri ho fatto un piccolo riepilogo, oggi c'è ancora qualcosa da aggiungere. Anche perché la situazione è a dir poco fluida: nulla trapela ovviamente dalla Consulta, ma le voci che girano dicono tutto e il contrario di tutto. Vediamole.

C'è chi sostiene che la Consulta boccerà i due referendum, in quanto non in linea con le decisioni prese storicamente. Messa semplice: in passato si sono sempre abrogati commi o articoli di leggi, mai una intera legge elettorale, come in questo caso. A questa ipotesi rispondono molti altri costituzionalisti - 115, tra cui Valerio Onida e Gustavo Zagrebelsky - per i quali non dovrebbero esserci problemi, e la Consulta dovrebbe approvare senza problemi entrambi i quesiti.

C'è chi sostiene che il vociare di questi giorni, in cui si offre come plausibile una bocciatura, sia messo in circolo proprio per mettere sotto pressione i giudici, e indirizzarli verso una decisione che rispetti la volontà popolare. Superfluo dire che difficilmente decisioni di questo tipo possano essere influenzate da pressioni mediatiche, ma altrettanto superfluo dire che la bocciatura dei due quesiti provocherebbe un'ondata di sollevazione popolare.

In ogni caso, sapremo tutto oggi nel tardo pomeriggio o in serata, al massimo domani in caso l'udienza sia da aggiornarsi. Intanto è interessante da leggere questa intervista di Luciano Violante a Europa:

I partiti sembrano orientati a preferire una legge elettorale di tipo proporzionale. L’ammissione del referendum, che ripristinerebbe il Mattarellum, impedirebbe questo risultato?
I cittadini con le loro firme hanno chiesto di cambiare la legge Calderoli, ma nessuno può dire quale legge volessero gli oltre 500mila cittadini che hanno firmato. Abbiamo alle spalle un sistema che per favorire il bipolarismo ha condannato il paese all’instabilità. La legge Mattarella è nata in un momento particolare, dopo Tangentopoli, ha meno difetti della Calderoli, ma costringe comunque a coalizioni larghissime, che privilegiano contrapposizioni pregiudiziali e interessi di parte rispetto all’interesse nazionale. Questo tipo di bipolarismo va superato, poi si vedrà come. L’importante è che i cittadini possano scegliere, che ci sia una clausola di sbarramento e non si obblighino i partiti a coalizioni- mucchio.

Per farvi un'idea di quanto c'è in gioco con i due referendum di Firmo, Voto, Scelgo, potete rileggere la nostra guida, e anche questo pezzo uscito oggi su La Stampa, molto chiaro.

Cosa puntano ad ottenere i quesiti, se verranno ammessi e se il referendum otterrà quorum e maggioranza di sì?
I quesiti vogliono portare alla reviviscenza della legge elettorale precedente, il cosiddetto «Mattarellum» approvato nel ‘93 in seguito al referendum dell’aprile di quell’anno. Sono insomma studiati perché vengano eliminate tutte le disposizioni introdotte dal «Porcellum» e si torni alla legge precedente, studiata da Sergio Mattarella (oggi giudice della Corte Costituzionale): il 75% dei seggi veniva distribuito con il sistema uninominale maggioritario, il restante 25% con il proporzionale. Abbiamo votato con questo metodo alle elezioni del 1994, del 1996 e del 2001.

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