Il volo di Morales: anche l'Italia aveva negato il transito

3 luglio, ore 15.00: anche l'Italia, come Francia e Portogallo, aveva negato il transito all'aereo di Morales.

Successivamente, Morales ha reso noto che

«Verbalmente, l'Italia ha fatto sapere che toglierà la restrizione al volo».

Un'altalena più grave che ridicola.

Il giorno prima Hollande alza la voce contro Obama, il giorno dopo il suo Paese nega lo spazio aereo a un volo che trasporta un Presidente di uno stato estero.

Quanto all'Italia, non si va oltre il ridicolo, appunto.


Il caso Edward Snowden, sul quale vi stiamo tenendo costantemente aggiornati, non difetta certo di colpi di scena.

Le agenzie latinoamericane hanno battuto una notizia questa notte che lascia di stucco. Oggi, il Ministro degli Esteri boliviano, David Choquehuanca, ha denunciato che la vita del Presidente Evo Morales è stata messa in pericolo.

L'aereo su cui viaggiava Morales, di ritorno da una visita ufficiale in Russia (che aveva come obiettivo principale quello di stipulare accordi di cooperazione commerciale), è stato costretto ad un'inversione di rotta.
Ciò è stata la conseguenza dell'inspiegabile revoca dell'autorizzazione di volo sopra Francia e Portogallo.

L'aereo del Presidente, che si era sollevato da terra da più di tre ore, ha dovuto operare un atterraggio di emergenza a Vienna, dove ora si sta studiando un nuovo piano di volo (h. 1.00 a.m.del 3 luglio).
Ci sarebbe dovuto essere, in prima battuta, uno scalo a Lisbona, ma è stato revocato "per motivi tecnici". Spiegazione un po'vaga visto che a bordo c'era un Presidente della Repubblica. Il volo, allora, si è diretto verso le Isole Canarie, ma il governo francese ha comunicato prontamente il divieto di attraversare il suo territorio aereo.

Perché è avvenuto tutto questo? Secondo il Ministro degli Esteri boliviano ciò si sarebbe verificato a causa di sospetti infondati. Ovvero che a bordo dell'aereo ci fosse Edward Snowden. Morales, lo ricordiamo, si era detto disponibile a concedere asilo all'ex tecnico della Cia e dell'Nsa.

Choquehuanca, ovviamente, non si è accontentato di fornire spiegazioni sul perché della vicenda e a ribadire che Snowden non si trova a bordo, ma ha anche rilasciato dichiarazioni di fuoco contro Francia e Portogallo:

Il Portogallo ha il dovere di spiegarci, la Francia ha il dovere di spiegarci, per di più l'aereo è francese, i piloti sono stati formati in Francia. Vogliono intimidirci, è una discriminazione fatta contro il nostro Presidente, si è messa a rischio la sua vita

Il ministro della Difesa boliviano, Rubén Saavedra, ha rincarato la dose a Bolivia Tv:

Vogliamo denunciare un'azione inconsulta, illegale, che ha messo in pericolo la vita del Presidente Costituzionale della Bolivia mediante un atto di intimidazione da parte del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, attuato attraverso alcuni governi europei

Il Presidente francese aveva rilasciato queste dichiarazioni lo scorso lunedì:

Se le notizie di stampa sulla sorveglianza Usa sono vere, allora spiare gli amici è inaccettabile. Non possiamo accettare questo tipo di comportamento tra partner e alleati. Gli elementi emersi sono già sufficienti per chiedere loro delle spiegazioni

Ora di spiegazioni dovrà darne Hollande e dovranno essere convincenti.
L'impressione di molti è che gli Stati Europei stiano solo ostentando indignazione contro le violazioni alla propria sovranità, per tenere buona l'opinione pubblica. In realtà pare che non abbiano alcuna intenzione reale di mettersi contro il governo di Washington. E forse questo sarebbe uno degli elementi più gravi e penosi dell'intera vicenda Datagate.

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