Giorgio Napolitano: «Legge elettorale in Parlamento»

Giorgio Napolitano e la decisione sulla legge elettorale

Giorgio Napolitano ha ricevuto al Quirinale il Presidente del Senato Renato Schifani e il Presidente della Camera Gianfranco Fini: oggetto dell'incontro, la definizione della futura attività parlamentare. Ovviamente, dopo la decisione di oggi della Consulta - che, come ampiamente prevedibile, ha bocciato i due quesiti referendari sul "porcellum" - un delle priorità è diventata la legge elettorale.

In una nota del Quirinale che parla dell'incontro serale si legge:

In particolare, alla luce della sentenza emessa dalla Corte Costituzionale nel rigoroso esercizio della propria funzione, è ai partiti e al Parlamento che spetta assumere il compito di proporre e adottare modifiche della vigente legge elettorale secondo esigenze largamente avvertite dall'opinione pubblica.

Dal Colle, Napolitano, che in giornata ha fronteggiato le accuse di Antonio Di Pietro, richiamando il leader dell'IdV, aveva lasciato intendere già in giornata che si sarebbe dovuto mettere mano alla legge elettorale:

Un diverso meccanismo elettorale è necessario per determinare un ritorno di fiducia. L'attuale sistema ha interrotto un rapporto che esisteva fra elettore ed eletto. Non voglio idoleggiare sistemi elettorali del passato, ma solo dire che prima c'era un collegamento più diretto.

Insomma, non c'è bisogno di tornare al proporzionale ma si deve ripensare il sistema. E' una litania che va avanti da tempo immemorabile. E sembra piuttosto complicato, sinceramente, che questo Parlamento possa trovare un accordo su una nuova legge elettorale. D'altro canto, se si tornasse alle urne con questo meccanismo il rischio scollamento fra elettore ed eletto proseguirà nel tempo. E non solo quello.

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