Hollande rimuove malamente il ministro dell'ecologia Delphine Batho, per aver contestato il budget del governo

Esprimere il proprio dissenso in materia di tagli, è costato caro all'ormai ex-ministro dell'ecologia francese.

Delphine Batho non ci stava a veder il portafoglio del suo ministero decurtato del 7% (cioé 500 milioni di euro), ridotto al 3% secondo il ministro del budget, e lo ha detto a chiare lettere mettendo in imbarazzo l'attuale governo francese, impegnato proprio in questi giorni a far digerire all'assemblea Nazionale un amaro budget di tagli per il 2014, e di tutta risposta, il presidente François Hollande, ha deciso di metter fine alle sue funzioni di ministro dell'ecologia. E se lo stesso capo di stato aveva chiarito già qualche mese fa che non avrebbe tollerato discrepanze interne, la rigidità delle sue azioni di oggi sembra andata ben al di là del necessario. A causa delle sue critiche la Batho è stata infatti, secondo una procedura mai adottata dall'esecutivo in carica, prima convocata dal Primo Ministro all'Hotel de Matignon, sede ufficiale del capo del governo, con una telefonata giunta nel corso di una seduta parlamentare (che è stata cosi' sospesa shoccando più di un deputato) come indicato anche sul profilo twitter dello stesso e poi fatta oggetto di un poco simpatico dismissing arrivato direttamente dall'Eliseo.



Sostituita a causa del suo pubblico dissenso, in un passaggio attuato già stamani, da Philippe Martin, deputato socialista del Gers, nonché membro della commissione per lo sviluppo sostenibile e l'organizzazione del territorio del parlamento, la Batho aveva "osato" ribadire il suo disappunto anche ieri mattina, martedì 2 luglio 2013, nell'abituale e seguitissimo appuntamento della rete RTL, giusto qualche ora prima dell'apertura della discussione sul budget definendo nuovamente "mauvais", in pratica cattivo/sbagliato quello riguardante il suo dicastero. Un'opinione che le è valsa l'incarico e che solleva molti punti di discussione. Sembra infatti una prova di forza bella e buona, adottata da Hollande nei confronti di un personaggio dal peso politico non essenziale, per avvertire la linea dura.

Screzi con Ségolène Royal


Parecchie voci di corridoio, confermate da un articolo de Le Figaro web di ieri, lasciano intendere che l'attuale governatrice della regione Poitou-Charentes, ex-candidata alla presidenza della repubblica, nonché ex-compagna del presidente, non veda di buon occhio Delphine Batho, che si sarebbe fatta parecchi nemici, in una nube che attaca anche la sua professionalità.

Ma i verdi non lasciano presa sulla transizione energetica


Il partito Europe Ecologie Les Verts, al quale appartiene l'ex-ministo dell'ecologia, si è espresso attraverso numerose voci per sostenere il membro e soprattutto la cosiddetta "transizione energetica", movimento comportamentale, sociale, tecnico e politico volto ad attuare una modificazione orientata alla progressiva sostituzione del sistema attuale ad uno basato su fonti rinnovabili, che privilegi l'offerta e la produzione centralizzata. In attesa della conferenza stampa della "cannata", prevista per domani, piovono critiche sul governo dirette soprattutto a garantire l'impegno della squadra di Hollande in materia di ambiente. Il deputato ecologista Noël Mamère citato da Le Parisien, ha dichiarato che:

ridurre il budget dell'ecologia e' un segno estremamente sbagliato inviato dal governo...(sottolineando che) può essere un segno rivelatore di una forma di duplicità del presidente e del primo ministro che da un lato giurano di volere la transizione energetica e dall'altro scelgono di mettere da parte l'ecologia.

Mentre Jean-Vincent Placé, capo del gruppo ecologista al Senato, ha aggiunto sempre ieri che il suo partito:

non è lontano dall'uscita...E' chiaro che per gli ecologisti non è possibile votare un budget nel quale l'ecologia è così trascurata.

Nuvole verdi sulla presidenza Hollande, c'è da giurare che le bocche degli eletti d'oltralpe saranno più cucite, oppure no?

Foto by JACQUES DEMARTHON/AFP/Getty Images. Tutti i diritti riservati.

Via | lemonde.fr/politique

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