Governo, diviso (quasi) su tutto. Letta, "Re travicello"?

La mazzata, se arriva dal Nobel dell’Economia Joseph Stiglitz, pesa di più: “L’Italia non uscirà dalla crisi in autunno”. Ecco sistemata, si fa per dire, la diatriba tutta interna al governo italiano fra l’ottimista Fabrizio Saccomanni (“Da settembre parte la ripresa”) e il pessimista ex discusso sindaco di Padova Flavio Zanonato (“Siamo al punto di non ritorno”).

Come dire, peggio che andar di notte, con due ministri economici dello stesso governo, uno dell’Economia e uno dello Sviluppo economico divisi anche sulla “salute” del malato e sulla possibilità o meno che riesca a riprendersi e a scamparla. Quindi, dopo anni di durissima crisi, ancora non c’è accordo neppure sulla diagnosi, figurarsi sulle cure da prescrivere.

Tanto che, a supporto della posizione di Stiglitz, e a questo punto anche di Zanonato, arriva il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi: “In effetti non vedo nessuna luce in fondo al tunnel”.

Il governo del “rinvio” è evidentemente anche il governo della divisione e dello sbandamento: bloccato dai veti incrociati di Pdl e Pd, con una premiership sempre più da … “re travicello”, nel bivio non sa dove andare. Quindi si siede, aspetta mentre il Paese prosegue nella sua lenta regressione generale.

La politica, si sa, è alla frutta. Ma anche i super tecnici, i soloni della Finanza, dimostrano limiti davvero preoccupanti: bravi, supponenti e arroganti e sempre con la bacchetta in mano quando avevano le spalle coperte e … “disarmati” e disorientati quando si deve avere coraggio, indicare una visione strategica, una via d’uscita dal pantano generale.

Intanto, girando l’Italia, a dominare sono due cartelli: “Chiuso per fallimento” e “Vendesi”. Il giro di vite continua e la tenaglia prosegue l’opera inesorabile di stritolamento dell’economia e del welfare. Caste di orni ordine e manager di ogni tipo prosperano e lucrano su una situazione sempre più insostenibile sul piano economico e perversa su quello sociale e anche morale.

Le “cure dolorose” di questo governo pari sono alle “cure dolorose” dei governi precedenti. La medicina amara cura il malato, ma qui le medicine amarissime sono velenose, con il malato agli ultimi respiri, rantolante. O sono sbagliate le medicine o i medici che le prescrivono. Manca il “manico” o mancano gli italiani?

Ha ragione il ministro Cancellieri quando afferma che: “Le grandi lobby frenano le riforme”. Già, ma che fa la politica per spazzar via il cancro di lobby, corporazioni, caste? E’ evidente che il governo Letta, pur sostenuto da una grande coalizione (o proprio perché sostenuto da una maggioranza tenuta col cerotto), non vuole o non può incidere con il bisturi in questo bubbone. Ad majora.

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