L'Unione Europa blocca la riduzione di CO2 su ordine di Angela Merkel

Una settimana fa lo stop alle nuove leggi europee in materia di emissioni. Ma dietro c'erano le pressioni di Audi, Mercedes e Bmw e le logiche elettorali tedesche.

Per essere un politico che ha avuto una lunga militanza ecologista e che ha esordito negli anni '90 come ministro dell'Ambiente, Angela Merkel non si è fatta troppi problemi a cedere alle pressioni delle lobby legate alle case automobilistiche tedesche (Audi, Bmw e Mercedes) e alle logiche elettorali, per poi chiedere all'Unione Europea di rinviare il voto finale sulla riduzione dei consumi e delle emissioni di Co2.

Il tutto è avvenuto mercoledi 26 giugno, quando mancavano circa 24 ore al voto su mobilità sostenibile, riduzione dei consumi e delle emissioni di Co2 con l’obiettivo di 95 g/km nel 2020 e revisione dei cicli di omologazione per rendere i dati di consumo più realistici. Un voto frutto di cinque anni di lavoro, che improvvisamente erano diventati politicamente troppo costosi per la cancelliera tedesca, che quindi ha alzato il telefono e chiamato il primo ministro irlandese Enda Kenny, presidente di turno dell’Unione Europea.

Per dirgli che cosa? Semplice: che il voto sui limiti di Co2 per le auto europee doveva essere tolto dall’agenda dei lavori parlamentari europei. E rinviato in autunno, dopo le elezioni tedesche. La scusa che in Germania i documenti erano arrivati tardi e non avevano fatto in tempo a studiarli era, appunto, solo una scusa.

La vera ragione che sta dietro alla richiesta dello stop ai lavori è stata la pressione che Angela Merkel ha ricevuto da parte delle tre grandi produttrici di auto di lusso tedesche, che sarebbero state penalizzate dai nuovi limiti decisi dalla Ue. Tanto che Mercedes, Audi e Bmw si erano spinte fino a minacciare una possibile delocalizzazione a causa della insostenibilità dei limiti imposti dalla Ue. Una minaccia non troppo credibile, ma in questo periodo è meglio non rischiare di scoprire un bluff.

E a ottobre, quando si dovrà votare, che succederà? L'obiettivo della Germania è di costruire una nuova maggioranza legata al suo asse politico-economico, approfittando anche della presidenza di turno della Lituania. Per poi cambiare il contenuto della legge e cancellare un lavoro a favore dell'ambiente durato cinque anni.

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