F35. Per il Consiglio della Difesa il Parlamento non può mettere veti

Dura presa di posizione dei rappresentanti della Difesa e del Governo sul caso F35


Dura presa di posizione del Consiglio della Difesa, riunitosi stamattina al Quirinale e presieduto dal presidente Napolitano, contro la decisione delle Camere di rinviare l'acquisto degli F35 Lockheed per fare ulteriori verifiche.

Il Parlamento non può avere diritto di veto sui programmi di ammodernamento delle Forze Armate, perché queste decisioni, per loro natura, rientrano tra le responsabilita costituzionali dell'esecutivo.

Queste le conclusioni del Consiglio Supremo della Difesa, organismo presieduto dal Capo dello Stato e composto dai ministri dell'Interno, della Difesa, degli Esteri, dell'Economia e dello Sviluppo economico, dal Presidente del Consiglio e dal Capo di Stato Maggiore della Difesa. Ovvero in buona parte dallo stesso governo, che quindi dichiara di avere mano libera sull'acquisto di armi a prescindere da quello che pensa il Parlamento.

La progressiva integrazione europea, in coordinamento con l'evoluzione della NATO, e la realizzazione di capacità congiunte costituiscono presupposti fondamentali per l'approntamento di forze in grado di far fronte efficacemente alle esigenze di sicurezza e di salvaguardia della pace.

si legge in un comunicato del Quirinale.

Lo scorso 26 giugno, non senza polemiche e fraintendimenti, il Parlamento aveva votato una mozione della maggioranza che impegna il governo a non procedere "a nuove acquisizioni" di caccia americani e prevedendo un'indagine conoscitiva di sei mesi.

La mozione faceva riferimento a una legge del dicembre 2012 che dà al Parlamento l'ultima parola sull'acquisto di armamenti, una legge che evidentemente non piace al Consiglio per la Difesa. Ma un conto è che non piaccia, un altro che si dichiari che "il Parlamento non può porre veti" al governo (e cioè al componente di maggioranza del Consiglio per la Difesa), quando la legge dice altrimenti.
Prosegue la nota:

a parere del Consiglio Supremo, tale visione è conforme allo spirito ed al disposto della legge 244, anche per quanto attiene alle necessità conoscitive e di eventuale sindacato delle Commissioni Difesa sui programmi di ammodernamento delle Forze Armate, fermo restando che, nel quadro di un rapporto fiduciario che non può che essere fondato sul riconoscimento dei rispettivi distinti ruoli, tale facoltà del Parlamento non può tradursi in un diritto di veto su decisioni operative e provvedimenti tecnici che, per loro natura, rientrano tra le responsabilità costituzionali dell'Esecutivo

Al Consiglio, oltre al presidente Napolitano, hanno partecipato Enrico Letta, Emma Bonino, Angelino Alfano, Fabrizio Saccomanni, Mario Mauro, Flavio Zanonato, e l'ammiraglio Nato Luigi Binelli Mantelli.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO