4 luglio: la Festa dell'Indipendenza degli Stati Uniti

L'origine della festività americana.

In Europa il fortissimo patriottismo che contraddistingue gli Stati Uniti d'America sembra sempre un po' stucchevole: retorica, bandiere sventolate, inni a profusione e tutto l'armamentario made in Usa che va a formare la religione laica della Nazione. Ma forse è abbastanza normale che una terra come gli Stati Uniti, nata con il mito della frontiera, cresciuta attraverso l'immigrazione e divenuta indipendente grazie a una rivoluzione mantenga forte l'adesione a certi simboli.

Ed è proprio la rivoluzione che si celebra il 4 luglio. Per la precisione, si celebra il giorno in cui le 13 colonie dichiararono la loro indipendenza dalla madre patria del Regno Unito britannico. Andiamo con ordine.

Nella seconda metà del '700 inizia a montare insoddisfazione nei confronti delle tasse che l'Inghilterra impone alle sue 13 colonie. Insoddisfazione che venne esasperata dall'emanazione, da parte della Corona, dello Stamp Act (il pagamento di un bollo per giornali, atti legali, documenti commerciali, ecc.). È in questa occasione che nasce la formula "no taxation without representation" (nessuna tassa senza rappresentanza), con la quale i coloni si rifiutano di pagare la tassa senza una rappresentanza delle colonie nel Parlamento inglese. Siamo nel 1765, e la strada per l'indipendenza è ancora lunga.

Lo Stamp Act viene abolito, ma sostituito con le tasse sulle merci che i coloni importavano dall'Inghilterra, nel 1770 sopravviveva solo quella sul the. E proprio il the è al centro di uno delle azioni più famose: il Boston Tea Party. I commercianti americani assalirono le navi che portavano il the negli Stati Uniti e gettarono il carico in mare, nel 1773.

La guerra vera e propria scoppia nel 1775, quando ci fu il primo scontro tra le milizie volontarie delle 13 colonie (New Hampshire, Massachussetts, Rhode Island, Connecticut, New Jersey, New York, Pennsylvania, Maryland, Delaware, Carolina del Nord e del Sud, Virginia e Georgia) e le truppe inglesi.

È dunque nel pieno della guerra d'indipendenza che si tiene il secondo congresso continentale, il 2 luglio 1776 a Philadelfia, in cui viene approvata una risoluzione d'indipendenza dalla Gran Bretagna, che viene tramutata in Dichiarazione d'Indipendenza e redatta da Thomas Jefferson, John Adams, Robert R. Livingston, Roger Sherman e Benjamin Franklin. Il 2 luglio è quindi il giorno la dichiarazione viene stilata, riveduta e firmata dai delegati. Mentre il 4 luglio è il giorno in cui questa viene resa pubblica.

Ci vorranno però ancora degli anni perché i nascenti Stati Uniti d'America si liberino una volta per tutte dell'Inghilterra: la guerra finisce nel 1781 e l'indipendenza vera e propria arriva nel 1783 con il Trattato di Versailles.

Ma il giorno simbolo resta il 4 luglio 1776: da allora tutti gli anni gli americani partecipano alle parate mattutine nelle grandi città; poste, banche e uffici restano chiusi e a mezzogiorno in punto nelle basi militari si sparano tanti colpi quanti sono gli stati che compongono gli Stati Uniti, e che in 237 anni sono passati da 13 a 50. È poi un classico la grigliata, o meglio il barbecue, con gli amici e i parenti all'aperto in mezzo a decorazioni a stelle e strisce prima dei fuochi d'artificio serali e degli inni nazionali cantati a squarciagola.

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