Fitch verso un ulteriore declassamento dell'Italia. «La Grecia andrà in default».

Fitch Ratings declassa il debito sovrano dell'Italia

A Ballarò, David Riley, di Fitch - una delle tre agenzie di rating - ha detto piuttosto chiaramente che ci sarà un nuovo declassamento del debito sovrano dell'Italia anche da parte della sua agenzia, entro gennaio.

Alla domanda di Giovanni Floris, conduttore del programma, se ci siano possibilità significative di un declassamento, Riley ha risposto così:

«Temo di si. Dopo il vertice dell'UE di dicembre abbiamo pensato che il vertice non abbia fatto abbastanza per affrontare la crisi europea, e noi siamo convinti che l'Italia e altri paesi come la Spagna siano a elevato rischio finanziario e c'è il timore di un declassamento del rating nel corso del mese. I tassi di interesse che l'Italia deve pagare pongono la questione sul budget e sull'economia italiana. Questa è una delle ragioni per cui probabilmente ci sarà un declassamento nel corso di questo mese».

«Esiste il rischio di default?» ha chiesto allora Floris?

Noi crediamo ancora che questo rischio sia molto basso. Siamo favorevolmente colpiti dall'impegno del nuovo governo a risanare il bilancio, anche con decisioni molto difficili. L'interesse, in questo momento, verte sul mantenimento di questo piano e sul concentrarsi sui modi per migliorare la competitività dell'economia italiana e a medio termine cercare di aumentare l'occupazione nell'economia italiana.
Insomma, noi pensiamo che il rischio di default sia basso. Naturalmente la pressione e lo stress aumentano.



Secondo Riley, l'Italia può gestire tassi di interessi alti per qualche tempo ancora:

«Il Tesoro italiano è stato molto intelligente nel gestire il grande debito pubblico italiano e quindi può assorbire tassi di interessi elevati per diversi mesi, forse per un anno o due. Ma una delle preoccupazioni da parte nostra è che anche se si riuscirà, con il bilancio, l'economia subirà molta pressione».

Poi, l'analista individua i punti centrali per le riforme in Italia: facilitare e rendere meno costosa l'assunzione dei lavoratori, ridurre la burocrazia che ha ostacolato investimenti privati ed esteri. E infine, Riley ha dato per certo il default della Grecia. E definito a rischio la situazione del Portogallo.

Floris ha cercato di chiedere a Riley chi ci sia dietro le agenzie di rating: l'analista è stato evasivo. Ha risposto solamente che non c'è alcun "complotto" e che le agenzie fanno solo il loro lavoro, e ha definito «ridicola» l'idea che ci possa essere un intento di favorire gli Stati Uniti.

Non si può escludere, però, nemmeno dopo le parole di Riley, che ci sia un intento di favorire le misure neoliberiste. Anzi. E' evidente il contrario.

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