Il volo "dirottato" di Morales: Gli Usa se ne lavano le mani e in America Latina scoppia un terremoto politico


Le Reazioni degli Usa


Gli Stati Uniti provano a tirarsi fuori dalla vicenda Morales.
La decisione di negare lo spazio aereo, da parte di Francia, Portogallo e Italia, sarebbe stata presa dai singoli Stati in piena autonomia. Ad affermarlo è il portavoce del Dipartimento di Stato, Jen Psaki, che si è così espresso sulla questione:

Le decisioni sono state prese dai singoli Paesi, e saranno questi a dover rispondere delle loro scelte

Ma le esternazioni di Psaki non finiscono qui. Infatti il portavoce di Kerry ha aggiunto che dal momento in cui è incominciata la fuga di Snowden, Washington:

è stata in contatto con tutti qui Paesi sui quali avrebbe potuto atterrare o sopra i quali avrebbe potuto volare. Siamo stati molto chiari, quest'uomo ha diffuso informazioni segrete e deve tornare negli Usa

Tali dichiarazioni lasciano trapelare, qualora ce ne fosse bisogno, che di decise pressioni esercitate sui Paesi della Ue ce ne sono state e non solo pubblicamente. Ora bisognerà appurare quanto Francia e Italia si siano lasciate "guidare". Ciò va chiarito anche in rapporto al fatto che le notizie diffuse da Snowden hanno rivelato di come i due Paesi siano stati oggetto di violazione della propria sovranità da parte degli stessi Stati Uniti.

Inoltre Psaki ci ha tenuto a ricordare che l'episodio del volo "dirottato" non cambia i rapporti con la Bolivia. Se l'ex agente della Cia si recasse in Bolivia o in una sua ambasciata dovrebbe essere estradato da Morales, in base ad un accordo del 1995.
Quest'ultima rivendicazione rivela da un lato il consueto atteggiamento di sicumera verso i paesi latinoamericani, e dall'altro è gravida di contraddizioni.

El Gringo


A quali contraddizioni ci riferiamo?
E'opportuno ricordare che la Bolivia ha ripetutamente chiesto l'estradizione (sempre negata) al governo Usa di Gonzalo Sánchez de Lozada, detto "El Gringo".
Ex presidente della Bolivia, alleato fedelissimo di Washington, fu costretto a riparare negli Stati Uniti, dove dal 2007 ha trovato la protezione dei governi nordamericani che si sono succeduti.
Sánchezde de Lozada, quando era Presidente, ha attuato una politica economica di privatizzazione selvaggia. Le comunità indigene, di contadini e di cittadini boliviani, tuttavia, hanno saputo coordinarsi, scatenando la famosa guerra del gas. La protesta fu innescata dal progetto del "Gringo" di esportare gas negli Stati Uniti e in Messico utilizzando come punto di imbarco un porto cileno. L'appalto del progetto fu affidato al consorzio Pacific Lng, formato dalle compagnie petrolifere Repsol-YPF, British Gas e Panamerican Gas.
Gli impatti dell'operazione sarebbero stati nefasti per la popolazione. Le imprese private avrebbero beneficiato di un profitto annuo stimato intorno a 1300 milioni di dollari, mentre sarebbero rimasti al Governo boliviano soltanto tra i 50 e gli 80 milioni di dollari all'anno. Inoltre si sarebbe avviata una serie di sfollamenti delle popolazioni e si sarebbe verificata la distruzione degli ecosistemi per costruire i condotti.
Per bloccare la protesta de Lozada diede ordine all'esercito di usare le maniere forti. Così i militari uccisero 84 persone, ne ferirono 400 e ne torturano altrettante.

Reazioni in America Latina


In Bolivia, intanto, la vicenda di Morales ha prodotto un vero e proprio terremoto politico. I presidenti di Argentina, Brasile, Venezuela, Uruguay, Ecuador, Cuba, Nicaragua, hanno tutti espresso solidarietà al Presidente bolivano e si sono detti pronti a coordinarsi per intraprendere iniziative comuni.
Oggi è prevista una riunione dell'Unione delle Nazioni Sud Americane (Unasur) nella quale dovrebbe emergere una linea comune da tenere. Inoltre è probabile che gli stati socialisti del Sud America diano luogo ad un'azione congiunta di denuncia in sede Onu. Cristina Fernandez de Kirchner, dal canto suo, avrebbe già avanzato proposta di denuncia alla Corte Internazionale di Giustizia all'Aja.

Che la Bolivia non voglia passare sopra un episodio così grave è stato subito chiarissimo, visto che sono stati convocati gli ambasciatori italiano e francese e il console del Portogallo. Le ambasciate dei Paesi che hanno negato il sorvolo potrebbero essere chiuse nei Paesi che aderiscono all'Alba, secondo alcune fonti sarebbero Correa e Maduro a proporlo.

Intanto l'Ambasciata francese a La Paz è sotto assedio. Laurent Fabius, il Ministro degli Esteri francese, secondo fonti di La Paz, si sarebbe scusato ufficialmente con il suo omologo boliviano (h.1.57 a.m.)
Per quanto riguarda l'Italia, oggi Emma Bonino, alle 17.00, riferirà davanti alle commissioni riunite di Camera e Senato sul caso Datagate e dovrebbe fornire anche spiegazioni sulla vicenda Morales.

Infine dobbiamo sottolineare che le dichiarazioni del portavoce del Dipartimento di Stato nordamericano non hanno sortito grande effetto. Moltissime personalità del mondo della cultura, del giornalismo e della politica (Morales in testa) continuano ad avvalorare la tesi che il divieto di sorvolo, da parte dei Paesi Europei, sia stato ordinato dal governo Usa

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