4 luglio 2013, USA contro il Datagate: la protesta nel giorno di festa

Non è solo festa dell'indipendenza negli Stati Uniti, ma è anche l'occasione per protestare contro l'NSA, contro il recente scandalo di spionaggio delle comunicazioni (anche di cittadini americani) e per chiedere che sia rispettato il quarto emendamento. Ecco i dettagli della protesta.

4 luglio 2013 protesta datagate

4 luglio 2013: giorno di festa, giorno di protesta, per gli States. Sulla carta (o meglio, stando al web), in migliaia parteciperanno alle manifestazioni che si svolgeranno nell'ambito della campagna Restore fourth (che significa Ripristinare il quarto [emendamento]), che ha anche il suo sito internet ufficiale.

La protesta, manco a dirlo, è contro quello che in Italia (dove la protesta in questione è di scarso interesse, evidentemente. Ne parla, per esempio, La Stampa) è stato ribattezzato con l'orrendo ma ormai imprescindibile termine Datagate. Trattasi, lo ricordiamo in breve, della fuga di notizie ad opera di Edward Snowden (ex tecnico NSA), che ha rivelato che la National Security Agency ha messo in piedi un programma di controllo di massa delle comunicazioni mondiali. Niente di nuovo, insomma. Ma gli americani sono piuttosto sensibili alla questione. Prima di tutto perché sono stati spiati anche loro, e la NSA non aveva alcuna autorità per farlo.

Aderiscono molti membri della Internet Defense League, che non è una formazione di supereroi da fumetto, ma è un'organizzazione che vede, fra gli altri, in prima linea Reddit, WordPress, Mozilla, PhP, il Free Press Fund e molti altri "paladini" della libertà sul web e fuori dal web.

Fra di essi, scende in campo come testimonial anche John Cusack.

C'è anche una lunga lettera al Congresso dal titolo Stop Watching Us.

E' chiaro che la protesta resterà quasi oscurata di fronte ai festeggiamenti. Ma qui si centra il punto, non si gira intorno alla questione per amor di titoloni giornalistici: sì, certo, le agenzie di servizi segreti devono fare il loro lavoro, lo sappiamo. E' chiaro anche che c'era già ECHELON, è tutto evidente.

Quel che non è chiaro è come sia stato possibile che, in nome della lotta al terrorismo, la NSA sia stata dotata di poteri che non dovrebbe avere e, questione che approfondiremo a breve, come sia possibile che le "big companies" abbiano autorizzato l'agenzia all'accesso di dati, violando evidentemene le leggi sulla privacy degli stati "spiati".

Lo scandalo è molto più che seguire le vicende dell'ormai apolide Edward Snowden, cui comunque dovrebbe andare quantomeno tutta la nostra solidarietà ed empatia. Lo scandalo è che nel nome della lotta al terrorismo si compiono sistematiche violazioni dei diritti più elementari non solo dei cittadini americani ma anche di quelli dei paesi spiati, che non hanno certo lasciato i loro dati alle "companies" perché questo venissero allegramente resi open alla NSA (poco importa se in forma massiva e non puntuale).

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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