Egitto, la Nato è preoccupata. Scontri all'Università del Cairo

Il ministro degli Esteri inglese ha detto che la Gran Bretagna è pronta a collaborare con il nuovo leader, non sostiene l'intervento militare che ha deposto Morsi.

Il segretario generale della Nato Ander Fogh Rasmussen (foto in alto) ha manifestato la una forte preoccupazione per quanto sta avvenendo in Egitto, dove gli scontri hanno causati 14 morti nella notte successiva alla destituzione di Mohamed Morsi.

La Nato, ha detto Rasmussen, sta seguendo la vicenda da vicino e chiede a tutte le parti di rispettare la legge e i diritti e di creare al più presto possibile un governo democratico e inclusivo.

Intanto, altri scontri si sono verificati oggi all'Università del Cairo dove i militari dell'esercito egiziano hanno sparato dei colpi in aria per disperdere una manifestazione dei Fratelli Musulmani Alcuni attivisti sono però saliti sui blindati e hanno minacciato i soldati. Uno dei dirigenti dell'organizzazione, lo sceicco Al Barr, ha detto che la fratellanza non prenderà parte a un governo di unità nazionale con coloro che definisce gli "usurpatori del potere".

Mansour presidente ad interim. Emma Bonino: "Serve prudenza"


Il giudice Adly Mansour ha prestato giuramento come capo della Corte Costituzionale egiziana e ora è di fatto il nuovo presidente ad interim dell'Egitto, ruolo rimasto vacante dopo la destituzione di ieri di Mohamed Morsi. A Mansour dunque le forze armate affidano la guida del Paese nell'ambito della loro roadmap ossia il piano di intervento per la gestione di questa fase di transizione in vista poi delle future elezioni anticipate.

Mansour, che il 30 giugno ha assunto l'incarico di presidente della Consulta dopo essere stato designato come tale a maggio al posto di Maher el-Beheiry, subito dopo il giuramento ha rilasciato una dichiarazione al quotidiano Al-Arham dicendo che i Fratelli Musulmani, l'organizzazione di cui fa parte Morsi, "sono parte della nazione" e li invita a "condividere la costruzione della nazione".

Intanto arrivano le dichiarazioni dei ministri degli Esteri. Quello inglese, William Hague, ha detto che anche se la Gran Bretagna non sostiene l'intervento militare che ha deposto Morsi è pronta a collaborare con il nuovo leader, perché per la salvezza dei propri connazionali e per le industrie inglesi presenti in Egitto è necessario lavorare con chiunque sia alla presidenza del Paese.

Il ministro degli Esteri italiano, Emma Bonino, ha detto che la situazione egiziana è "in assoluto movimento e la prudenza è la linea migliore che possiamo seguire".

A Il Cairo intanto la procura egiziana ha fatto arrestare la guida spirituale dei Fratelli Musulmani Mohamed Badie e il suo vice Khairat Al Shater, accusati di incitamento alla violenza.

Obama e Ban Ki-moon sono preoccupati


Nella notte italiana tra il 3 e il 4 luglio il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama è intervenuto su quanto avvenuto ieri in Egitto e ha manifestato la sua preoccupazione per la decisione delle forze armate egiziane di rimuovere il presidente Morsi e sospendere la costituzione, per questo si appella all'esercito affinché agisca in modo da restituire al più presto piena autorità a un governo eletto democraticamente "con un processo trasparente e inclusivo".

Intanto Obama ha detto di aver dato "direttive alle agenzie e ai dipartimenti competenti di valutare le implicazioni di legge rispetto agli aiuti americani al governo egiziano" poiché secondo la legge Usa lo Stato non può erogare aiuti a un Paese il cui governo eletto democraticamente, come avvenuto con quello di Morsi, è stato deposto con un golpe o un decreto come successo ieri in Egitto.
I comandanti dell'esercito egiziano hanno prontamente risposto assicuranti al Pentagono che al più presto sarà insediato un governo civile. Mohamed Morsi è stato intanto trasferito dalla caserma della Guardia Repubblicana al ministero della Difesa.

Anche Ban Ki-moon, segretario generale dell'ONU si è detto preoccupato per "le interferenze militari" negli affari dell'Egitto perché l'interferenza militare preoccupa in qualsiasi Stato, perciò fa un appello affinché si agisca con calma, non violenza, dialogo e moderazione in modo da rafforzare il governo civile in base ai principi della democrazia, mantenendo i diritti fondamentali tra cui quello alla parola e all'assemblea.

La tv panaraba Al Jazeera nel suo blog in lingua inglese ha reso noto che i servizi in diretta dall'Egitto sono stati interrotti dalle forze di sicurezza che hanno fatto irruzione nell'edificio della tv e hanno arrestato gli ospiti e i produttori.

Il primo capo di uno Stato straniero che si è congratulato con i nuovi leader dell'Egitto è stato il re dell'Arabia Saudita Abdullah che ha inviato un telegramma al presidente della Corte Costituzionale Mansour che guiderà la transizione dopo la destituzione di Mohamed Morsi. Abdullah ha definito Mansour "presidente della repubblica sorella araba d'Egitto".

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