Letta esulta (troppo) per la “bontà” della Ue. Che viene in tasca agli italiani?

Di fronte al premier Letta che esulta come in curva sud per la maggiore flessibilità di bilancio nel 2014 concessa dall’Ue all’Italia fa riscontro il disinteresse e lo scetticismo dell’opinione pubblica.

Il capo del governo si sarà anche fatto prendere la mano quando alza i toni: “Ce l’abbiamo fatta!”, come avesse vinto la battaglia decisiva che chiude la guerra della crisi. Evidentemente la guerra continua con tutta la sua portata distruttiva, non solo economica.

Ma non c’è dubbio che Letta ha segnato un punto significativo, specie sul piano politico, perché la maggiore flessibilità significa poter affrontare la crisi da un’altra angolazione – non sempre quella dei tagli e degli interventi a pioggia - puntando a rilanciare la crescita attraverso gli investimenti produttivi. Un punto significativo, anche perché la scelta della Ue – giunta non senza difficoltà e forzature interne - premia in buona sostanza l’Italia, cioè tutti gli italiani che hanno tirato e tirano la cinta all’inverosimile per fare quadrare i conti pubblici.

Ma c’è un però. Siamo a metà del 2013 e attendere il 2014 può essere fatale per un Paese come il nostro con il respiro molto affannoso. Che dire ai disoccupati, ai cassa integrarti, ai pensionati boccheggianti, alle aziende con la serranda chiusa? Chi e come aggredisce i veri nodi del caos Italia?

E' difficile stanare evasori, corrotti, ladri, è anche difficile amministrare in modo oculato le risorse che abbiamo e avremo a disposizione: si verificano puntualmente sprechi e sperpero di pubblico denaro sempre a danno di chi sta peggio.

Mai contenti, si darà Una volta tanto un po' di incoraggiamento a chi sta tentando di portare a casa qualcosa, anche se briciole. Proviamo con l’ottimismo, almeno stavolta.

Come scrive Stefano Folli: “Il permesso di applicare, a certe condizioni, criteri di maggiore flessibilità nel bilancio statale e' una boccata d'ossigeno per i nostri investimenti, se appena riusciremo a non sprecare l'occasione che ci viene offerta. Ora spetta al governo e in particolare alla classe politica spendere al meglio le risorse concesse senza ricadere nei soliti vizi. Non è ancora la ripresa, naturalmente, ma è un piccolo, importante passo avanti”.

Visti i precedenti, lo scetticismo resta. Ma proviamo a vedere il mezzo bicchiere pieno.

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