Stefano Fassina contro Matteo Renzi: «Fa solo marketing». Pronta la candidatura a segretario Pd?

Il leader dei giovani turchi attacca il rottamatore. Il primo passo per la sua corsa alla leadership del Partito Democratico?

Matteo Renzi ha appena parlato di "tiro al piccione" contro di lui, ma non è che dal Partito Democratico la richiesta di smetterla con i continui attacchi sia stata accolta. La verità è che il rottamatore che si vuole prendere il partito per "usarlo come taxi in direzione Palazzo Chigi" (come dicono tutti nel Pd, non smentiti) ormai è il nemico pubblico numero uno. In molti lo vedono anche in buona luce se pensano a lui come candidato premier, ma segretario del partito no, non lo vuole nessuno.

E allora Matteo Renzi si lamenta, per il trattamento che a "un campione come lui" (come lo definiscono i renziani) tocca ricevere. Peccato che anche questo vittimismo diventi un buon motivo per andargli contro. Questa mattina ci ha pensato Stefano Fassina, leader dei giovani turchi, in un'intervista al Manifesto: "Io lavoro a costruire una proposta per un Pd adeguato ai problemi radicali che abbiamo di fronte oggi. Tutti dovremmo fare così, anche chi usa il vittimismo come marketing congressuale".

A chi si riferirà mai, Fassina? Ovviamente al sindaco di Firenze, e infatti prosegue: "Scriva sul suo blog le regole che vorrebbe e la data del congresso. Noi ubbidiamo. Poi però cominciamo a parlare di lavoro e di Europa. Dobbiamo entrare nel merito. Riprendere il lavoro come tema centrale e insistere sulle asimmetrie di poteri che segnano la dimensione della produzione e la dignità della persona che lavora". Come a dire, pur di iniziare a parlare di temi seri sono anche disposto a dargliela vinta.

Ma non è che c'è qualcosa sotto? Fino a questo momento Stefano Fassina è sempre stato associato alla candidatura di Gianni Cuperlo, anche se in tanti continuano a fare il suo nome per la carica di segretario, dalla sinistra del Partito Democratico e esplicitamente in funzione anti Renzi. E allora forse non è un caso che Fassina prima parli di marketing per associarlo a Renzi e poi di lavoro per associarlo a se stesso. Comunicazione politica da quattro soldi? Forse, ma potrebbe essere un primo segnale che qualcosa si muove.

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