Ore 12 - Pd, oggi l'Assemblea nazionale. Bersani, sveglia!

altroNon sono solo gli ex “nemici” del Pdl a dire che il partito più penalizzato dalla politica economica del governo Monti sarà il Pd.

Il partito di Pier Luigi Bersani si crogiola ancora per la defenestrazione di Silvio Berlusconi da Palazzo Chigi (vantando meriti altrui …) ma vive alla giornata, incapace di definire una propria strategia e di costruire alleanze credibili in vista delle elezioni del 2013, la madre di tutte le battaglie.

Oggi all’Assemblea nazionale Bersani non può limitarsi a salire in groppa ai sondaggi favorevoli (debacle del Pdl e Pd al 30%) perché “drogati” da un mega astensionismo che la dice lunga sul disagio dei cittadini e sulla volontà degli elettori di mandare un inequivocabile segnale a tutta politica, nessuno escluso.

Come fa il Pd a non essere “fagocitato” dal governo tecnocratico, a non essere impigliato nell’abbraccio mortale con il Pdl, a non lasciare il pallino in mano a Casini, a muoversi con autonomia e determinazione nel poco spazio lasciato da Mario Monti, super protetto da Napolitano?

Fin qui il Pd è un vagoncino attaccato al treno del governo dei professori, accetta - per lo più subendole - le riforme fatte e quelle annunciate, assiste senza batter colpo al colpo di spugna inferto ai partiti e alla politica. Una situazione sempre più pesante che produce fibrillazione interna e soprattutto distacco di militanti e perdita di iscritti. In molte città ci sono pile di tessere 2012 rimaste nei cassetti dei circoli, con perdite addirittura attorno al 50%: cioè il dimezzamento del partito! Segnali di grave disagio, molto rischioso anche in vista delle importanti amministrative di primavera.

Insomma, serve la svolta, uscire dalle secche e rilanciare linea e azione politica. Oggi tocca a Bersani dare il “là”, stanando i malpancisti. E’ una questione di partito, ma riguarda tutto il Paese.

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