Egitto, chi sono i Fratelli Musulmani

L'organizzazione islamista estromessa dal potere in Egitto


È durata poco l'avventura dei Fratelli Musulmani alla guida dell'Egitto, nonostante l'organizzazione islamista fosse stata tra le principali promotrici della Primavera Araba che due anni fa ha portato alla destituzione di Hosni Mubarak, alle nuove elezioni e alla nuova costituzione. Il fronte che si contrapponeva a Mubarak era infatti assai eterogeneo, mettendo insieme sia gli oppositori laici che chiedevano più libertà, sia le organizzazioni religiose come i Fratelli Musulmani che aspiravano invece a fondare una sorta di repubblica islamica.

I Fratelli Musulmani sono un'organizzazione fondata in Egitto nel 1928, e attiva anche in Palestina. Non si tratta di un'organizzazione fondamentalista, ma piuttosto di una forza conservatrice e tradizionalista, che vede nella religione islamica la soluzione a tutti i problemi sociali e politici. L'ideologia che promulgano è quella di una islamizzazione che parta dal basso, e che non abbia risvolti violenti, nonostante spesso siano stati accusati di atti eversivi. Non a caso, i Fratelli Musulmani non sono ben visti dalle forze islamiche più radicali. Il motto dei Fratelli Musulmani è:

Dio è il nostro obiettivo. Il Profeta è il nostro capo. Il Corano è la nostra legge. La jihad è la nostra via. Morire nella via di Dio è la nostra suprema speranza"

Il movimento fu fondato alla fine degli anni '20 come reazione all'occidentalizzazione dell'Egitto, che in quegli anni era una colonia inglese, e per promuovere il riscatto dei lavoratori che costruirono il Canale di Suez. I Fratelli Musulmani diventarono rapidamente una forza politica e sociale di primo piano, soprattutto tra i ceti poveri, promuovendo un recupero dei valori tradizionali islamici. Nel 1949 la monarchia egiziana fece uccidere il fondatore del movimento tentando di mettere fine all'avanzata dei Fratelli.

Tre anni dopo, tuttavia, un golpe militare rovesciò la monarchia e il nuovo presidente Nasser adottò un atteggiamento inizialmente tollerante verso i Fratelli Musulmani, che però non appoggiavano il nuovo governo. Dopo aver subito un attentato, che venne addebitato all'organizzazione, Nasser iniziò una dura repressione contro i Fratelli Musulmani, condannando a morte molti suoi leader.

La perdita di consenso e poi la morte di Nasser portarono il movimento a riconquistare un certo potere in Egitto, e a mettere in piedi una rete di contatti politici ed economici anche con l'estero (i rapporti con gli Usa risalgono agli anni '50). Il successore di Nasser, Sadat, adottò un atteggiamento di apertura verso il movimento, che contemporaneamente perse consensi tra le ali più radicali. Nel 1981 Sadat venne ucciso in un attentato dagli estremisti che avevano lasciato i Fratelli.

Hosni Mubarak, che subentrò a Sadat, permise ai Fratelli Musulmani di partecipare alle elezioni sia pure solo come affiliati ad altri partiti. L'organizzazione, negli anni, ha adottato una funzione di "cuscinetto" tra il regime e le frange più estremiste dell'islam, e per questo Mubarak non ha mai adottato una repressione feroce, pur estromettendo i Fratelli dalle alte cariche dello Stato.

Dopo aver guidato i moti della Primavera egiziana, i Fratelli Musulmani hanno vinto al ballottaggio le elezioni del 2012, quando il loro candidato Mohamed Morsi ha superato Ahmad Shafiq, ultimo premier nominato da Mubarak e sostenuto non ufficialmente alle elezioni dai militari.

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