Datagate: tutte le compagnie di cui non ci possiamo fidare

Ci sono molti motivi per essere interessati al Datagate (non certo il nome orrendo che è stato dato alla faccenda dalla stampa nostrana, e che ormai siamo costretti a utilizzare).

Uno di questi è conoscere da vicino le "company" che hanno concesso alla NSA di accedere ai loro server. E poi capire secondo quali norme abbiano agito e se, come è lecito ritenere, abbiano o meno violato le leggi dei singoli paesi.

Secondo i documenti pubblicati dal Guardian e dal Washington Post, al programma PRISM (che, secondo gli USA, avrebbe contribuito a sventare almeno 50 attacchi terroristici. Tutto da dimostrare, ovviamente, e che ha il suo analogo britannico in Tempora ed ha un cugino anche in Francia), hanno aderito, fra gli altri:

Microsoft, fin dal 2007;
Yahoo! dal 2008;
Google dal 2009;
Facebook dal 2009;
Paltalk dal 2009;
YouTube dal 2010;
AOL dal 2011;
Skype dal 2011;
Apple dal 2012.

Il Washington Post scrive anche che il 98% dei dati ottenuti da PRISM si basa su

«Yahoo!, Google e Microsoft; dobbiamo essere sicuri di non danneggiare queste fonti»

Gli interessati nicchiano, ma è stata addirittura la Casa Bianca ad aver ammesso di avere accesso ai loro server.

Parliamo del nostro paese: esiste un testo unico sulla privacy. Esiste un garante della stessa.

Se, come dice la Casa Bianca, l'accesso ai server è effettivamente avvenuto, e se si dovesse provare che è avvenuto anche per quanto riguarda il lato italiano, non dovrebbero forse essere sanzionate, queste companies?

Parliamoci chiaro: questa è un'evoluzione dei vecchi sistemi di spionaggio. Un'evoluzione in cui il governo degli Stati Uniti, invece di mettere in piedi sistemi di sorveglianza complicati, riceve i dati

«direttamente o attraverso le applicazioni utilizzate o grazie al collegamento ai servizi, e quindi ai server, di tutte le OTT con sede in USA, indipendentemente dal fatto che gli interessati ai quali i dati si riferivano o riferiscano fossero o siano cittadini americani o meno»

(la citazione è da un editoriale di Franco Pizzetti su Federalismi).

E' questo il vulnus più grave, è questo ciò su cui si dovrebbe indagare.

Va detto che, nonostante l'ammissione della Casa Bianca, i diretti interessati (Google & co.) hanno dichiarato a vario titolo di non sapere nulla di PRISM o simili. Ma la cosa non può sorprendere. Potrebbero forse fare altrimenti?

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