Laura Boldrini rifiuta l'invito di Marchionne allo stabilimento Fiat in Val di Sangro

La Presidente della Camera ha impegni pregressi e in una lettera è piuttosto critica nei confronti di Marchionne.

Il 9 luglio Laura Boldrini non ci sarà alla cerimonia nello stabilimento Fiat di Sevel di Atessa, in provincia di Chieti, a cui è stata invitata da Sergio Marchione, amministratore dell'azienda piemontese, con una lettera lo scorso 28 giugno.

L'invito è stato inviato proprio il giorno in cui la Presidente della Camera ha ricevuto i rappresentanti della Fiom che avevano organizzato una manifestazione a Roma. L'ad del Lingotto ha scritto nella lettera di invito di aver apprezzato l'interesse della Boldrini ai problemi del lavoro in fabbrica, ma ha anche aggiunto che la Fiom "ha una rappresentatività molto limitata" e non ha sottoscritto un contratto nazionale.

A questo invito la Boldrini ha risposto oggi con una lunga lettera in cui spiega che non potrà essere presente alla cerimonia del 9 luglio in Val di Sangro per "impegni istituzionali già in agenda" e che è certa che non mancheranno altre occasioni di confronto, ma intanto il confronto avviene per via epistolare, perché la terza carica dello Stato risponde per le rime alle osservazioni di Marchionne.

Si legge in un passaggio della lettera di risposta della Boldrini.

"Lei ha giustamente notato il mio interessamento ai temi del lavoro, in questa particolare fase di crisi economica. Non si tratta soltanto di sensibilità personale. Ritengo un dovere per chi rappresenta le istituzioni dedicare il massimo impegno al tema del lavoro in tutte le sue declinazioni"

E poi aggiunge:

"Per ogni fabbrica che chiude e per ogni impresa che trasferisce la produzione all'estero, centinaia di famiglie precipitano nel disagio sociale e il nostro sistema economico diventa più povero e più debole nella competizione internazionale"

La Boldrini spiega che sia la politica, sia il mondo sindacale, sia quello imprenditoriale sono chiamati a nuove sfide e secondo le sue esperienze di vita e lavoro, che l'hanno portata a guardare tutto da un'ottica globale, non servono soluzioni "di corto respiro", ma serve un progetto completamente nuovo e una politica industriale basata su modelli di sviluppo sostenibile sia a livello economico che ambientale e sociale e bacchetta Marchionne:

"Lei concorderà che le vecchie ricette hanno fallito e che ne servono di nuove. Affinché il nostro Paese possa tornare competitivo è necessario percorrere la via della ricerca, della cultura e dell'innovazione, tanto dei prodotti quanto dei processi"

Questa via, secondo la Boldrini, non è in contraddizione con il dialogo sociale e con costruttive relazioni industriali e chiosa:

"Non sarà certo nella gara al ribasso sui diritti e sul costo del lavoro che potremo avviare la ripresa"

La Presidente della Camera chiude poi spiegando che tutte queste riflessioni la portano a guardare con particolare interesse alla situazione della Fiat in Italia all'estero e ad ascoltare le ragioni di tutti coloro che partecipano attivamente a una realtà così importante.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO