Snowden, anche Parigi rifiuta l'asilo

Dopo il nostro paese anche la Francia rifiuta di accogliere Snowden.



Dopo aver affermato durante la giornata di ieri di non aver ricevuto solleciti in merito, e dopo le dichiarazioni del capo del dicastero Manuel Valls, prudente ma contrario contrario, le istituzioni francesi hanno esplicitato ieri sera il proprio no. Il Quai d'Orsay (altro nome per indicare il ministero degli Affari Esteri a partire dalla sua localizzazione parigina, secondo un'abitudine molto amata dai francesi) avrebbe infatti esaminato la richiesta "secondo diritto" come affermato dal ministro degli esteri Laurent Fabius dinanzi al parlamento, per poi rigettarla e quindi aggiungendo anche Parigi alla lista di stati che hanno chiuso le porte all'esule Snowden, esperto di sicurezza informatica ed ex-consulente americano ormai noto per aver rivelato al mondo l'esistenza del programma Prism.
Anche perché ufficialmente, in Francia, come in altri paesi, una domanda d'asilo può essere formulata unicamente da persone già presenti sul territorio nazionale o al massimo alla frontiera, in un'ambasciata o in un consolato. Dopo il diniego di Roma e Parigi, a Snowden, bloccato presso l'area transiti dell'aeroporto Cheremetievo nei dintorni di Mosca, ed esclusi anche i molti problemi giuridici di altre possibili "patrie putative", non restano molte alternative. Tra le sue richieste d'asilo, 21 secondo il sito WikiLeaks che lo sostiene apertamente, molte sarebbero già state rifiutate anche da parte di India, Polonia, Germania, Brasile in una tabella in continuo aggiornamento, riassunta da L'Express.
Fino a ieri sembrava che la miglior chance restasse proprio la Bolivia, trasporto aereo permettendo, date alcune suggestive ipotesi che lo vorrebbero già sotto l'ala di Morales, curiosamente citato anche su twitter dall'AFP, evocando alcuni "possibili rimorsi per la Francia":


Foto by The Guardian via Getty Images. Tutti i diritti riservati.

Via | lemonde.fr

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