Egitto: attacco di islamisti in Sinai. Oggi nuove manifestazioni

Intanto continuano gli arresti dei vertici dei Fratelli Musulmani. E per oggi sono previste nuove manifestazione di pro e anti Morsi, sotto lo sguardo molto attento dei militari.

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Dopo l'estromissione del presidente Mohamed Morsi gli islamici radicali, non necessariamente legati ai Fratelli Musulmani, avevano minacciato rappresaglie anche contro obiettivi israeliani. Minacce subito mantenute: tre posti di blocco dell'esercito vicino all'aeroporto di El Arish (vicino al confine con la Striscia di Gaza e Israele) sono stati colpiti da granate. Morto un soldato, altri due sono rimasti feriti. Nelle stesse ore una stazione di polizia a Rafah, al confine con Gaza è stata colpita da razzi che hanno causato numerosi feriti tra i soldati.

Molto probabilmente gli attacchi sono legati alla deposizione di Morsi e all'operazione su vasta scala lanciata dall'esercito per decapitare i vertici dei Fratelli Musulmani: 300 gli ordini di arresto per "incitamento alla violenza". Tra i membri della fratellanza che già si trovano nel carcere di Tora ci sono El-Katatni, capo del braccio politico Giustizia e Libertà; al Bayoumi, ex presidente del Parlamento; Badie, la guida spirituale arrestata a pochi chilometri dalla Libia e uno dei membri più odiati dai manifestanti di Piazza Tahrir.

Manca all'appello, almeno tra i pezzi grossi dei Fratelli Musulmani, il numero 2 el-Shater, considerato lo stratega. Ancora ignoto il destino di Morsi, che dovrebbe trovarsi ancora agli arresti nel comando della Guardia Repubblicana a Heliopolis in una residenza sottoposta a stretta sorveglianza. Ancora non è chiaro se verrà spostato anche lui nel carcere di Tora, utilizzato finora soprattutto per rinchiudere i gerarchi del vecchio regime di Mubarak.

E intanto non si placa la situazione a Il Cairo, oggi sarà un'altra giornata di manifestazioni pro e anti Morsi sulle piazze egiziane. L'esercito ha lanciato un appello all'unita' e alla riconciliazione, facendo sapere che l'abuso del diritto di protesta potrebbe trasformarsi in una minaccia "alla pace sociale, agli interessi nazionali e all'economia". E in quel caso, non esiteranno a far scattare gli arresti.

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