Datagate: chi ci spia, cosa temere, come difenderci? Stefano Quintarelli a Polisblog

Il deputato di Scelta civica e fondatore di I.Net, primo provider commerciale italiano, parla del "datagate" ai microfoni di Polisblog.

Mentre l'interesse dei media per il Datagate si mantiene ondivago e più che altro relativo alla "spy story" degli Stati che si spiano l'un l'altro e all'"action movie" che riguarda Edward Snowden, a noi piace provare ad andare oltre.

A noi piace approfondire e cercare di capire i meccanismi.

Così, dopo aver parlato delle company che hanno dato accesso ai loro server – in maniera diretta o indiretta, questo è tutto da vedere – all'Nsa, ecco che cominciamo a sentire alcuni addetti ai lavori per capire bene in quale ginepraio ci si stia muovendo.

Perché al di là delle spy story, c'è il diritto alla privacy, ci sono le norme americane che non sono quelle europee, c'è il cittadino, l'azienda da tutelare. C'è, insomma, un mondo da approfondire che non si presta a titoloni ma che richiede la calma e la lentezza dell'approfondimento.

E' in quest'ottica che abbiamo sentito Stefano Quintarelli, informatico fondatore di I.Net (il primo provider commerciale in Italia) e oggi deputato di Scelta civica. Fra la start up poi venduta a British Telecom e la carriera politica, Quintarelli ha contribuito alla fondazione di CLUSIT
È stato uno dei fondatori di CLUSIT (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica) e AIPSI (Associazione Italiana Professionisti Sicurezza Informatica) (emanazione italiana di ISSA.org), una delle anime di Equiliber (Associazione per l'informazione equilibrata sull'innovazione tecnologica) e di VoIPex, (Consorzio per l'interoperabilità, la qualità, la trasparenza dei servizi IP).

Insomma, un tecnico, non per scherzo. Ecco l'intervista che ci ha rilasciato, in due parti.

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