Bossi con i "padani" a Milano. Fiction o farsa?

Calano oggi in piazza a Milano quelli del Carroccio per mandare a casa il governo Monti e per dimostrare la ritrovata pax interna. E’ sempre stato così, sia nei partiti antidemocratici che nei Paesi dittatoriali: l’unico modo per dimostrare di esserci e recuperare i guai interni è cercare il nemico esterno, uno qualsiasi.

Ora, basta non esagerare anche nelle proporzioni, perché la Lega non ha niente del vero partito e quando ha provato a governare una Nazione (con Berlusconi) l’ha condotta negli scogli, al naufragio, come capitan Schettino la Concordia.

Cos’ha da dire l'Umberto ancora oggi a Milano agli italiani, dopo la fiction della pacificazione con Maroni? Il Senatur ha preannunciato «un'idea forte» per la manifestazione milanese e parlerà della legge elettorale.

Roberto Calderoli ha spiegato alla “Padania” che i “big” del movimento diranno alla loro base che quello in carica è il «governo dei poteri forti» che «ha fallito tutti gli obiettivi per cui è nato» perché i provvedimenti economici varati «chiedono coperture e, quindi, aumentano il disastro finanziario del Paese». L’autore del Porcellum ha anche annunciato che la Lega vuole l'uscita dall'euro, l'adozione di nuove monete e una modifica costituzionale che preveda la trasformazione dell'Italia in una Repubblica «federale o confederale».

La vice presidente leghista del Senato Rosi Mauro si fa forte dicendo che: “La nostra gente è dura”. Forse perché c’è chi alza il gomito e prende la ciucca?

Bisogna riconoscere che l’elaborazione ideologica e politico-programmatica della Lega fa passi avanti con severa coerenza: dal “celodurismo” di Bossi al “durismo” della Rosi. Se non è zuppa è pan bagnato. Se non facessero piangere ci sarebbe da ridere. Insieme al Trota.

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