Abolizione province: via libera al disegno di legge costituzionale

Non ci sarà più la fusione delle province per diminuirne il numero, ma saranno cancellate e sostituite dai collegi delle autonomie. Che cosa cambia?

Dopo la bocciatura della Corte Costituzionale all'abolizione delle province via decreto legge (cosa contro cui si è scagliato Beppe Grillo) il Governo Letta almeno in questo caso non perde tempo e ci riprova subito. Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge costituzionale di abolizione delle province. Il provvedimento è composto di soli tre articoli.

Il primo annuncia l'abolizione delle province. Nel secondo sono contenuti i rinvii di diversi passaggi costituzionali in cui si citano le province, e il terzo prevede che c'è tempo fino a sei mesi dall'entrata in vigore di tale provvedimento per la soppressione delle province. Questo è però solo un primo passo, perché il disegno di legge ordinaria che invece si occuperà di strutturare più precisamente il percorso non si vedrà prima di una decina di giorni.

Prima di approvarlo il governo vuole infatti aspettare la sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato il decreto legge per l'abolizione delle Province del governo Monti, in modo da evitare nuovi incidenti di percorso.

Ma alcune differenze tra le due leggi già sono note: nella legge del Governo Letta le Province non saranno ridotte di numero attraverso una serie di fusioni, ma saranno del tutto cancellate e sostituite dai collegi delle autonomie. E cosa cambia? Non ci saranno organi politici eletti: niente presidente, niente giunta, niente consiglio. Il collegio sarà composto semplicemente dai sindaci del territorio. Non si voterà più, ma si risparmierà sugli stipendi di assessori e consiglieri. E se per il taglio di Monti si erano calcolati tra i 370 e 500 milioni di euro di risparmi, in questo caso potrebbero addirittura raddoppiare.

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