Berlusconi appoggia i referendum dei Radicali sulla giustizia?

Il Cavaliere interessato alla separazione delle carriere e alla responsabilità civile dei magistrati


Non è passato inosservato il tweet di ieri di Daniela Santanchè, in cui la "pitonessa" invitava a firmare per i referendum proposti dai radicali sulla giustizia.


E visto la vicinanza di intenti e sentimenti tra la candidata alla vicepresidenza della Camera e Silvio Berlusconi, è bastato poco per ipotizzare che dietro questo endorsement ci sia proprio il Cavaliere, pronto a scendere in campo per sostenere la campagna referendaria radicale "Giustizia Giusta". È un'ipotesi che trova spazio su La Stampa di stamattina, dove Ugo Magri si spinge addirittura a immaginare un Berlusconi che si reca in un gazebo dei radicali per firmare. A seguire poi ci sarebbero anche tutti i suoi sostenitori, e a quel punto senza dubbio i quesiti raggiungerebbero il numero di firme necessario a diventare dei veri e propri referendum.

La campagna referendaria che i radicali portano avanti da qualche mese riguarda cinque provvedimenti in tema di giustizia: separazione delle carriere dei magistrati, responsabilità civile dei magistrati, ricollocamento nell'ordine giudiziario dei magistrati fuori ruolo, abolizione dell'ergastolo e limitazione della custodia cautelare.

Come è evidente, al Cavaliere interessano soprattutto i primi tre quesiti, che non a caso hanno sempre fatto parte del progetto di riforma della Giustizia più volte annunciato ma mai messo in atto dal Pdl. Anche se Berlusconi continua ad annunciare una battaglia in questo senso, sa benissimo che, nonostante le larghe intese, non ha la possibilità di far passare in Parlamento una riforma di questo tipo. Allora ecco il possibile appoggio ai radicali, per poter arrivare alla via referendaria.

Il tutto, secondo Magri, sarebbe collegato alla preoccupazione di Berlusconi per i prossimi appuntamenti giudiziari: il quasi certo rinvio a giudizio per la compravendita di senatori (si deciderà il 19 luglio) e per l'inchiesta di Bari sulle escort, ma soprattutto la sentenza della Cassazione prevista per l'autunno sul processo Mediaset. Da lì si deciderà il futuro non solo del Cavaliere, ma anche del governo e della legislatura, perché se verrà confermata in ultimo grado la condanna, per Berlusconi si materializzerebbe l'incubo dell'ineleggibilità e, nella peggiore delle ipotesi, del carcere. Meglio quindi far saltare il banco e il sistema giudiziario.

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