Egitto: sale a 51 morti e 435 il bilancio degli scontri davanti alla Guardia Repubblicana

Proseguono le violenze in Egitto. Perquisita la redazione di Al Jazeera del Cairo.

Aggiornamento, 8 luglio ore 16:30 - Sarebbero 51 morti e 435 i feriti secondo Mohamed Sultan, responsabile dei servizi di emergenza, dopo gli scontri avvenuti davanti alla Guardia Repubblicana. Sale dunque il bilancio delle vittime mentre non si conosce ancora la reale dinamica della vicenda visto che da una parte i militari insistono nel dire di non aver sparato, ma che un "gruppo terrorista" ha cercato di irrompere nella caserma, mentre dall'altra i Fratelli Musulmani accusano l'esercito di aver aperto il fuoco contro i dimostranti che recitavano la preghiera del mattino fuori dalla caserma in cui è detenuto il presidente destituito Morsi.

Egitto: scontri davanti alla Guardia Repubblicana, l'esercito: "Non abbiamo sparato"


Il bilancio dei morti negli scontri davanti alla sede della Guardia Repubblicana è salito a 42, anche se secondo i Fratelli Musulmani sarebbero 53. L'esercito egiziano, però, nega di aver sparato contro la folla e afferma che un gruppo armato è entrato nell'edificio e ha iniziato a sparare contro le forze di sicurezza e contro i manifestanti provocando la morte di un agente e il ferimento di 40 persone.

Protesta dei sostenitori di Morsi davanti alla Guardia Repubblicana


Lunedì 8 luglio 2013

Ancora scontri in Egitto, un sit-in di protesta dei sostenitori di Morsi è stato disperso, davanti alla sede della Guardia Repubblicana, dove è detenuto il presidente deposto, dalla polizia egiziana che è intervenuta con i lacrimogeni e ha sparato aria. I Fratelli Musulmani, attraverso il loro portavoce Ahmed Aref, fanno sapere che 16 loro militanti sono morti (fonti sanitarie ne hanno confermati 15), ma la loro protesta andrà avanti. Il portavoce del partito Libertà e giustizia Murad Ali ha detto che le vittime finora sono 34, mentre la polizia dice che un ufficiale è morto e altri quaranta militari sono rimasti feriti in un attacco di un "gruppo terrorista" alla sede della Guardia Repubblicana.

Intanto Al Jazeera fa sapere che le forze di sicurezza egiziane sono entrate nella sua redazione del Cairo e l'hanno perquisita, il caporedattore Abdel Fattah Fayed e altre 28 persone sono state interrogate e poi rilasciate.

Egitto: ucciso un sacerdote copto nel Sinai


sabato 6 luglio 2013

Un sacerdote cristiano copto è stato ucciso a colpi di arma da fuoco nella provincia egiziana del Sinai, nella città di El Arish. Il religioso è stato ucciso davanti alla sua chiesa da uomini armati che erano a bordo di una moto. Nonostante l'appello a protestare pacificamente da parte degli islamici, fonti locali denunciano la presenza di cecchini sui tetti al Cairo e di armi nelle mani di sostenitori di Morsi.

Intanto, mentre oggi è attesa la nomina del nuovo primo ministro, si segnala la nascita di Ansar al.Shariah, un nuovo gruppo di matrice islamica che tramite un messaggio su un forum on-line ha annunciato di voler raccogliere armi e cominciare ad addestrare i suoi membri, e definendo la deposizione del presidente Morsi da parte dell'esercito una dichiarazione di guerra alla religione e minacciando di usare la violenza per imporre la legge islamica.

Sale a 30 il numero dei morti, scontri al Cairo e ad Alessandria


6 luglio

Sale a 30 il numero di morti negli scontri in Egitto dopo la destituzione del presidente Morsi, bilancio che si va aggravando di ora in ora. I Fratelli Musulmani hanno lanciato ieri un appello alla mobilitazione e ancora oggi hanno ribadito l'invito a manifestare. Gli scontri più violenti si sono registrati al Cairo e ad Alessandria, dove l'esercito è intervenuto con i blindati, misura finora mai adottata.

Centinaia anche i feriti negli scontri. Intanto il neo-presidente Adly Mansour come primo atto ha sciolto il parlamento e sospeso la Costituzione.

Egitto: 17 morti negli scontri


Aggiornamento 23.09

17 morti e 416 feriti: continua a salire il bilancio dei morti negli scontri in Egitto fra pro e anti Morsi. Una persona è morta durante gli scontri alla televisione di Stato, dove ora si stanno dispiegando blindati dell'esercito.

Aggiornamento 21.56 Il ministero della Salute egiziano ha reso noto che il numero dei morti degli scontri di oggi tra le forze armate e i manifestanti pro Morsi è salito a sei. Sono ancora in corso violenti scontri al il Cairo tra sostenitori e oppositori dell'ex presidente. Il presidente ad interim egiziano Adly Mansour ha fatto sapere che nel Sinai è stato imposto al coprifuoco, nel resto del paese la decisione spetta ai governatori.

La manifestazione pro Morsi

Era prevista la manifestazione in Egitto organizzata dai Fratelli Musulmani a favore del loro ormai ex presidente Mohamed Morsi, manifestazione chiamata "del gran rifiuto". E l'esercito aveva anche fatto sapere che il diritto a manifestare sarebbe stato garantito finché non fossero scoppiate violenze.

Stando a quanto riporta Al Jazeera, però, la Fratellanza avrebbe dato l'assalto alla sede della Guardia Repubblicana dove si pensa sia detenuto Morsi. Le forze di sicurezza hanno risposto aprendo il fuoco, sparando in aria e lanciando lacrimogeni, ma lo stesso tre vittime sono rimaste a terra.

Migliaia di manifestanti sono comunque in marcia verso il ministero della Difesa - abbondantemente protetto dall'esercito che ha bloccato ogni via d'accesso -, ragion per cui sono stati evacuati tutti i manifestanti anti-Morsi, che da giorni hanno lì davanti un sit-in permanente.

Il tutto è scoppiato dopo il venerdì di preghiera, con manifestazioni partite dalla periferie del Cairo e in particolare dalla moschea di Rabaa el Adaweya. Manifestazioni a cui hanno risposto i difensori della rivoluzione, o golpe, del 30 giugno.

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