Rassegna Stampa Estera: l'Italia in crisi, tra Casta, Mafia e evasione fiscale


Una volta - non molto tempo fa - la stampa estera accostava sistematicamente il nome "Italia" a quello di una persona: Silvio Berlusconi. Ora le cose sono cambiate, e la nuova "tag" preferita dai quotidiani stranieri è "italia crisi".

Qualsiasi tema giù abitualmente associato al nostro paese (i costi della politica, la Mafia, l'evasione), viene ormai presentato nel contesto di un paese che scivola lentamente verso la rovina.

Qualche esempio: lo spagnolo El Periodico si è concentrato recentemente sull'epica saga della "Casta" italiana, ricorrendo ad un ormai popolarissimo paragone, che coinvolge proprio il monarca iberico:

I parlamentari del paese transalpino guadagnano molto di più dei loro colleghi europei. Uno stenografo del Senato guadagna quanto il Re di Spagna.

Se ciò che conta è l’importo finale che entra in tasca, un deputato italiano vive come un re. Se è francese o tedesco se la passa come un principe, e se il deputato è spagnolo, è il più povero. In cifre, l’italiano si porta a casa in totale 18.776,30 euro lordi al mese, il francese13.928,20, il tedesco 12.625,40 e lo spagnolo 4.637,80. Molti Onorevoli protestano, sostenendo che queste cifre devono essere scorporate, documentate e distribuite, in maniera che sia chiaro che alla fine del mese prendono solo circa 5.000 euro netti. Se un italiano dice “Un momento! Dobbiamo analizzare la questione” e l’interlocutore gli dà spazio, è finita. Perciò i social network del Paese non li lasciano parlare.

La Mafia e l'Italia: tema stranoto - come riuscire a scriverci ancora un articolo originale? Semplice, basta accostare la criminalità organizzata alla crisi! E' quello che fa Le Figaro "In un'Italia in crisi, la prima banca è la Mafia":

La mafia non sa cosa sia la crisi, al contrario, anzi ne trae vantaggio. Secondo il rapporto annuale dell’associazione SOS Impresa, la mafia si è ingigantita e può ormai essere considerata la prima banca del Paese con 65 miliardi di liquidità. Per l’associazione, l’estorsione condotta dai gruppi criminali è diventata persino un’ “urgenza nazionale”. Approfittando delle riduzioni creditizie delle banche, le organizzazioni mafiose hanno infatti aumentato la pressione sui piccoli commercianti, i quali sono costretti a cedere contraendo prestiti ad interessi esorbitanti. “Mentre la crisi ha minato la fiducia delle banche, le mafie arrivano con i loro capitali disponibili, frutto di attività criminali, e sono gli unici [finanziatori] pronti ad assumersi dei rischi”, spiega Eric Vernier, esperto di riciclaggio di denaro e ricercatore associato dell’IRIS. “Per i commercianti e gli artigiani, [le mafie] rappresentano la loro unica possibilità di prestito e l’unico mezzo per salvare le loro aziende ed i posti di lavoro”.

Un altro esercizio intellettuale amato dalla stampa estera è prendere l'Italia, toglierci uno dei suoi più gravi problemi, e immaginare che ne sarebbe dell'economia italiana in questo scenario. El Pais si cimenta in questo sport in un articolo che parla di evasione fiscale:

Silvio Berlusconi, diciamo la verità, aveva i suoi vantaggi. Durante il periodo in cui è rimasto al governo, gli italiani hanno avuto la scusa perfetta per sfuggire al fisco. Non lo faceva forse anche il premier, per di più vantandosene? Il fatto è che in un battibaleno la situazione è cambiata completamente. Se n’è andato a malincuore il populista Berlusconi, incapace di fronteggiare la tempesta della crisi e del proprio calo di popolarità e il suo posto è stato preso dal suo perfetto antagonista. Il professor Mario Monti ha fatto cadere il velo e ha mostrato ai suoi concittadini che l’Italia è ridotta a pezzi. Le ragioni sono tante e diverse, ma ce n’è una incontestabile che li mette in difficoltà: se gli italiani pagassero le tasse all’erario come gli inglesi o gli americani, il rapporto tra debito e PIL sarebbe dell’80% invece che del 120% (..)

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