Matteo Renzi: «Congresso del Pd entro novembre»

"Mi sento Don Chischotte, ma sono stufo di perdere". Continua la telenovela sul prossimo segretario del Partito Democratico.

Matteo Renzi in questi giorni si sta improvvisando filosofo a Pesaro, in occasione di Popsophia. Velleità inedita e anche poco credibile, visto che intervistato da RaiNews24 mentre si trova al festival filosofico ha ovviamente parlato di politica, del Pd e del congresso che dovrà decidere del nuovo segretario del Partito Democratico.

Al segretario del mio partito non ho da dire niente. Lo ascolto volentieri ma non ho da dargli noia. Non voglio rompergli le scatole. Lui ha un compito: di convocare il congresso a norma di statuto entro il 7 novembre. Mi sento più Don Chischotte di Batman, ma mi sono anche stufato di perdere, tutti dovrebbero essere animati da spirito donchisciottesco anche se con una maggiore capacità di distinguere tra i mulini a vento e gli eserciti invasori.

Una battuta anche per l'esecutivo guidato da Enrico Letta: "Sogno un governo che faccia contenti gli italiani, oltre che Brunetta e Schifani". Ma è evidente che nella testa del sindaco più che il governo nazionale e più che la sua Firenze c'è la possibilità di diventare segretario del Pd per poi puntare a Palazzo Chigi. La riserva sulla sua candidatura non è ancora sciolta, e finché non saranno decise le regole, nemmeno arriverà la decisione finale del rottamatore.

Tutto dipende dalla distinzione di ruolo - che oggi molti nel Pd vorrebbero - tra segretario e candidato premier; se alla fine questa distinzione salterà e il segretario sarà l'uomo di punta del centrosinistra per le prossime elezioni politiche, allora Renzi ci sarà. Anche perché, come ha detto, "è stufo di perdere". E lanciarsi nelle primarie da segretario da ottime chance di vittoria, come lo stesso rottamatore sa bene, visto che ha perso proprio contro l'ex segretario Bersani.

L'attivismo di Epifani nelle dichiarazioni delle ultime settimane fa pensare che l'attuale segretario, tra l'altro al centro di un piccolo scandalo, stia seriamente pensando di candidarsi. Stessa cosa fa pensare l'attacco che Stefano Fassina ha riservato ieri proprio a Matteo Renzi. Il quarto incomodo, e questo almeno è certo, sarà Pippo Civati.

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