Asilo politico a Edward Snowden: Venezuela e Nicaragua offrono la loro disponibilità


La riunione dell'Unasur si è conclusa ieri. Bolivia, Argentina, Venezuela, Uruguay, Ecuador e Suriname hanno messo nero su bianco la volontà di presentare denuncia presso gli organismi internazionali competenti riguardo a quanto accaduto al Presidente Morales.
Tuttavia l'affair Snowden ha continuato a tenere banco fino a tarda serata nei paesi latinoamericani, dove due offerte di asilo, per l'ex tecnico dell'Nsa, sono state formalizzate.

La prima è stata presentata dal Presidente Nicolas Maduro, in occasione del corteo militare indetto per i 202 anni della dichiarazione di indipendenza del Venezuela . Maduro si è così espresso:

Io come capo di Stato e del Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela annuncio ai governi amici del mondo che abbiamo deciso di offrire asilo umanitario allo statunitense Edward Snowden, per proteggerlo dalla persecuzione che il più grande impero del mondo ha rivolto contro un giovane, colpevole solo di aver detto la verità

Tale offerta è arrivata poco dopo quella del Presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, che ha dichiarato:

Noi siamo aperti, rispettosi del diritto di asilo. Sia chiaro, se le circostanze lo permetteranno, riceveremo con molto piacere Snowden e gli concederemo il diritto di asilo

La fuga dell'ex agente della Cia diventa sempre più imbarazzante per il governo degli Stati Uniti. Il "dirottamento" del volo del Presidente della Bolivia, una vicenda grottesca e malamente spiegata dai governi europei, non ha giovato all'immagine degli Usa ed ha prodotto due effetti: quello di rinsaldare i rapporti tra governi socialisti latinoamericani e quello di aumentare la loro popolarità.
Se uno di questi dovesse riuscire a concedere asilo politico a Snowden per gli Stati Uniti non sarebbe solo una pesante sconfitta, ma si verrebbe a creare una situazione molto pericolosa. Snowden avrebbe piena libertà di diffondere altre informazioni "riservate" e i capi di governo, che fanno dell'opposizione al colonialismo "yankee" una delle loro bandiere, se ne gioverebbero in termini di consenso. A tale proposito il vicepresidente della Bolivia, Álvaro García Linera, ha oggi dichiarato:

Il Presidente degli Stati Uniti è diventato il nuovo capo della campagna del Presidente Evo Morales, perché invece di colpirlo lo ha reso più forte. Nel 2002 l'ambasciatore nordamericano disse di non votare per Evo ed Evo ebbe un grandissimo successo. Oggi Obama cerca di indebolire Evo e sta ottenendo l'effetto contrario

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO