Rassegna stampa estera: Italia e Mafia, un evergreen anche in tempi di crisi


Mettetevi nei panni di un giornalista straniero che deve scrivere un articolo sull'Italia: come fare a meno di parlare di Mafia? Il tema, fin dai tempi de "Il Padrino", è di sicuro successo presso i lettori. In più, il paese e il suo parlamento offrono continue occasioni per tornare a mettere il dito nella piaga.

Come? Ma salvando Nicola Cosentino dal carcere ad esempio! Un evento che non è sfuggito alla Frankfurter Allgemeine Zeitung:

Già nel 2009 Cosentino era sfuggito all’arresto grazie all’appoggio dei suoi amici di partito. In effetti, più che un aiuto a Cosentino, si è trattato di una dimostrazione di solidità, a quanto pare riuscita, della vecchia maggioranza di Berlusconi rispetto al governo provvisorio del nuovo presidente del Consiglio Mario Monti.

(..) Già nel 2008 Cosentino socio di un’azienda per lo smaltimento di rifiuti, è stato accusato di aver preso tangenti per traffico e trattamento illegale di rifiuti tossici. Adesso non più considerato il coordinatore del Pdl a Napoli, bensì il “referente politico nazionale” della mafia al governo. Roberto Saviano, che nel suo libro Gomorra parla di questa mafia, in occasione dell’arresto di Michele Zagaria, capo del clan dei Casalesi, nel mese di dicembre, aveva dichiarato che la vicenda Cosentino avrebbe dato i suoi risultati: “Dopo la caduta del governo Berlusconi a novembre e il declino del potere di Cosentino a lui legato, qualcuno ha cominciato a collaborare con la procura”.

In Argentina La Nacion ha notato che "La crisi alimenta gli affari della mafia italiana":

La crisi economica e finanziaria mondiale rovescia i governi, scuote le famiglie, fa disperare i giovani e porta sull’orlo del collasso le imprese. Tuttavia gioca a favore della mafia, il cui denaro sporco diventa sempre più appetibile. Tutto questo e molto altro è emerso ieri [10 gennaio 2012] da un rapporto della Confersercenti-SOS Impresa, il quale ha confermato che la cosiddetta Mafia SpA continua ad essere il maggiore agente economico italiano, in grado di fatturare più di 100.000 milioni di euro, equivalente circa al 7% del PIL del paese. Una quantità enorme di denaro che passa quotidianamente dalle tasche dei commercianti e degli imprenditori italiani a quelle dei mafiosi. Il rapporto ha rivelato anche che la crisi ha portato a un aumento delle vittime dell’usura, uno dei nuovi crimini della mafia.

In America The Huffington Post ha dedicato un lungo articolo-intervista, dai toni quasi agiografici, a Roberto Saviano:

La negazione è anche la prima linea di difesa usata dagli avvocati dei boss accusati durante i processi alla mafia. Il loro punto è sempre che “la Camorra non esiste” e che le morti, i corpi, persino le faide familiari sono causati dalla “violenta cultura del territorio, e da rivalità tra famiglie”. Durante il piu grande processo italiano alla mafia degli ultimi 20 anni, il maxi processo Spartacus, l’avvocato dei due boss accusati, Antonio Iovine e Francesco Bidognetti, ha annotato come parte della difesa che Saviano, insieme a un magistrato, avrebbe dovuto essere ritenuto “personalmente responsabile per la condanna di questi uomini, perché hanno influenzato il processo con il loro uso dei media”. Saviano descrive quella condanna come un “momento davvero buio” della sua vita, in quanto fu anche il periodo, circa un anno e mezzo fa, in cui l’allora primo ministro Silvio Berlusconi dichiarò che [Saviano] aveva diffamato l’Italia nel mondo con il libro Gomorra.

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