Dove sta andando la Lega Nord?

lega nord milano

Il ritorno alla secessione e Mario Monti come nemico assoluto: è questa la strada che Umberto Bossi ha intrapreso per tenere in piedi una Lega che, come hanno dimostrato le invocazioni a Maroni, gli inviti a Reguzzoni a dimettersi e i fischi in alcuni passaggi del discorso di Bossi, è ormai lacerata all'interno. Mentre la contrapposizione tra il vecchio capo e il suo delfino di sempre rischia di spaccare in due anche la base. Ma se la linea oltranzista intrapresa dal capo può servire a celare gli scontri, il rischio è che porti il partito a essere sempre più isolato nel panorama politico.

"La Lega è determinante per il governo politico della Lombardia quanto il Pdl lo è per Veneto e Piemonte - replica il segretario Pdl Angelino Alfano - L'alleanza sta attraversando un momento di difficoltà, ma non la consideriamo archiviata". Alle parole di Bossi, che ha minacciato di far cadere il governo della Lombardia se Berlusconi non farà cadere il Governo Monti, risponde più duramente il Presidente della regione Formigoni: "E' una logica del ricatto, inutile innescare reazioni a catena che metterebbero a rischio diverse amministrazioni del nord. Abbiamo il dovere di rispettare gli accordi fatti davanti ai cittadini".

Anche i dirigenti pidiellini più vicini alla Lega si distanziano da Bossi, come l'ex super-ministro Tremonti: "Non voglio occuparmi degli altri partiti, ma in questo momento è importante la stabilità". A dare a Bossi e i suoi una sorta di pacca sulla spalla di simpatia è invece proprio il nemico individuato dai leghisti per il 2012, Mario Monti: "Ho seguito con simpatia i primi passi della Lega e penso che molte cose che stiamo facendo rispondano alla sua ispirazione originaria. Se la Lega si guarda dentro il cuore e pensa ai propri principi fondamentali sarà meno opposta al nostro lavoro".

Ma sono proprio i leghisti duri e puri a non voler dare nessun appiglio all'esecutivo guidato dal bocconiano: "Ho sentito il profumo della vecchia Lega da combattimento - ha raccontato Borghezio a Tgcom24 - E' una Lega che vuole tornare alle origini e smantellare questo governo che fa danni alla parte produttiva del paese: la Padania. La Lega o è popolare e rivoluzionaria, o non ha senso".

Non tutti però vedono nella Lega tornata sulle barricate una rinascita: come spiega Antonio Polito sul Corriere della Sera (sul link in pdf) la tensione tra base e leadership che ieri è venuta alla scoperto non può durare ancora molto senza esplodere. E lo stesso vale per lo scontro tra maroniani e "cerchio magico", con quest'ultimi che stanno dando vita a una conta interna che suona come un conto alla rovescia per lo scontro finale. La debolezza della Lega dietro alle urla si vede anche nel vuoto in cui sono cadute le minacce di Bossi e dalla decisione di andare contro il pacchetto delle liberalizzazioni, scelta che, come spiega Sabbatucci sul Messaggero (sul link in pdf), va contro gli ideali fondanti del movimento.

E la lettera pubblicata da NonLeggerlo oggi pomeriggio lascia spazio a pochi dubbi, sulla situazione:

La spaccatura, oramai insanabile. La resa dei conti, vicina. Ed è tempo di schierarsi. Della serie, stai con Umberto Bossi, o stai con Bobo Maroni? Sei ancora fedele all'unico, vero, grande Capo Padano? I vertici della Lega Nord hanno incominciato a spammare pesantemente le mail degli iscritti al Carroccio. Chiedono infatti di rimandare indietro "il prima possibile" il messaggio inviato loro il 18 gennaio - e pubblicato dall'agenzia Dire - una sorta di conta, un atto di fede, tra il mistico ed il tragico, roba che come sempre, non ci si crede.

Dateci un'occhiata, rende bene il quadro della situazione.

Foto | © TMNews

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