Marò. Il ministro Mauro: «Siamo in una fase cruciale». Ma si discute ancora sul processo

Ancora incertezze sulla data di inizio del processo a Girone e Latorre

Si torna a parlare della vicenda dei due marò italiani in India: ieri il premier Letta ha tenuto un vertice ristretto con la partecipazione dei ministri degli Esteri e della Difesa, Bonino e Mauro, con il vicepremier Alfano, l'inviato speciale del governo Staffan de Mistura e l'ambasciatore in India Daniele Mancini. Dopo la riunione di un'ora, il governo ha diramato uno scarno comunicato in cui si sottolinea l'impegno per una soluzione equa e rapida, e si annuncia un'intensificazione delle azioni intraprese con l'India.

Ma cosa significa? A criticare la vaghezza dei concetti espressi sono oggi i quotidiani vicini al centrodestra, che ricordano come da oltre 500 giorni i due fucilieri Salvatore Girone e Massimiliano Latorre siano "ostaggi della diplomazia". Il ministro Mauro, in un'intervista al Mattino, torna sull'argomento anche se non riesce a essere più preciso.

Una delle priorità del nostro governo è infatti la risoluzione di questo caso. Ci troviamo in una fase importante delle indagini e coloro che seguono i singoli aspetti hanno voluto riferire in merito.

Al momento i due militari italiani sono in attesa dell'inizio del processo a loro carico. E ci sono poche speranze – soprattutto dopo la figuraccia diplomatica dei mesi scorsi, con l'annuncio della permanenza in Italia seguito poi dal passo indietro del governo Monti – di arrivare a una soluzione che eviti il giudizio: a questo punto la strategia italiana sembra quella di puntare a un'assoluzione per mancanza di prove, o al limite a una condanna lieve per omicidio involontario (punito da 2 a 6 anni di carcere per il codice indiano) che porterebbe quasi certamente a un trasferimento in Italia. È a questo che si riferisce il governo quando parla di "soluzione equa".

Ma ora il governo è impegnato soprattutto nello sbloccare lo stallo nelle indagini che sta ritardando l'avvio del processo. L'antiterrorismo di New Dehli non ha ancora chiuso le indagini, iniziate da 90 giorni, quindi la data di inizio del processo continua a slittare. La prossima settimana De Mistura tornerà in India con l'obiettivo di abbreviare i tempi, far chiudere le indagini entro luglio (il 21 sarà ascoltato il comandante della nave Enrica Lexie) per iniziare il processo a settembre.

Ma c'è un (grosso) punto da chiarire: gli indiani vogliono chiamare come testimoni in aula gli altri marò a bordo della nave, il governo italiano ha proposto una videoconferenza o risposte scritte per non far andare i militari in India. Su questo punto si potrebbe trovare un compromesso, anche perché fare ricorso alle corti internazionali vorrebbe dire allungare ancora di più i tempi.

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