Governo: pubblicare i redditi dei ministri. Ma solo in 4 lo hanno fatto

Sono poche (e incomplete) le dichiarazioni rilasciate dai ministri in ossequio alle norme sulla trasparenza

Nuovo Governo Letta - Primo Consiglio dei Ministri
A più di due mesi dall'insediamento del governo, sono solo 4 i ministri (compreso il premier Letta) ad aver pubblicato su internet i propri redditi, in ottemperanza alle normative sulla trasparenza varate dal governo Monti l'anno scorso. Eppure i neoministri non hanno perso tempo a far inserire sul sito del proprio dicastero il curriculum e la nota biografica: la stessa rapidità non è toccata invece ai propri redditi, e anche i pochi che lo hanno fatto hanno lasciato un po' a desiderare.

Da più parti negli ultimi giorni, era stato fatto notare il ritardo nell'applicare le leggi sulla trasparenza, tanto che stamattina Palazzo Chigi è dovuto correre ai ripari con una nota del sottosegretario Patroni Griffi in cui si ricorda che c'è tempo fino al 28 luglio per pubblicare i seguenti documenti e informazioni:

L’atto di nomina o di proclamazione, con l’indicazione della durata dell’incarico o del mandato elettivo;
- il curriculum;
- i compensi di qualsiasi natura connessi all’assunzione della carica; gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici;
- i dati relativi all’assunzione di altre cariche presso enti pubblici o privati, ed i relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti;
- gli altri eventuali incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e l’indicazione dei compensi spettanti;
- le dichiarazioni previste dalla legge per il coniuge non separato e ai parenti entro il secondo grado ove gli stessi vi consentano.

Finora i promossi (con riserva, come vedremo) sono il premier Enrico Letta, il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, il ministro per gli Affari Europei Enzo Moavero (ma questi ultimi erano già ministri del governo Monti e avevano già pubblicato la loro posizione), e il ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo.

Promossi con riseva, però, perché se pure hanno pubblicato la dichiarazione dei redditi, mancano ancora gli altri dati, cioè i compensi connessi alla carica e la situazione patrimoniale propria e dei parenti entro il secondo grado (se questi sono d'accordo, altrimenti va comunque dichiarato). C'è tempo fino al 28 luglio, allo scadere dei tre mesi dall'insediamento, per porre rimedio, altrimenti la Corte dei Conti avrà il compito di multare le Pubbliche Amministrazioni inadempienti. E a proposito di PA, spicca tra i ministri virtuosi l'assenza di Giampiero D'Alia, il responsabile della Funzione Pubblica, il ministero da cui è partita la battaglia per la trasparenza.

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