Forza Italia: il ritorno slitta a dopo l'estate. Si allontanano le elezioni?

Troppi appuntamenti giudiziari rischiano di far passare in secondo piano il restyling del partito


Con tutta probabilità non si terrà il 20 luglio il lancio delle Forza Italia 2.0 che prenderà di fatto il posto del Pdl: il tutto sarà rimandato a settembre o forse a ottobre. Lo riferisce sulla Stampa Ugo Magri, solitamente ben informato su quello che accade tra Palazzo Grazioli e via dell'Umiltà. Dietro il rinvio non ci sono motivazioni organizzative – a parte cambiare la targa all'ingresso delle sedi del Pdl non c'è molto altro da fare – ma di opportunità, sia per quanto riguarda gli immancabili appuntamenti giudiziari del Cavaliere, sia per le conseguenze sulla tenuta del governo.

Il 19 luglio sono infatti fissati due appuntamenti importanti per Berlusconi, e dall'esito piuttosto scontato: a Napoli si deciderà il rinvio a giudizio per la vicenda della compravendita di parlamentari, mentre a Milano è prevista la sentenza per il processo Ruby bis contro Mora, Fede e Minetti. Berlusconi non è imputato ma è evidente che una condanna lo toccherebbe molto da vicino. Così come è evidente che lanciare il nuovo partito il giorno dopo significherebbe essere sommersi dalle polemiche sulla giustizia.

Poi c'è il governo: lanciare il nuovo partito che affronterà le prossime elezioni avrebbe l'effetto di un avviso di sfratto al governo Letta, proprio nelle settimane in cui si deve trovare una soluzione definitiva alle questioni Imu e Iva, dopo i rinvii delle scorse settimane. E visto che nell'ultimo vertice il premier ha dato l'impressione di accettare tutte le proposte del centrodestra, indebolire l'esecutivo proprio ora sarebbe un atto di autolesionismo imperdonabile, anche per i "falchi".

Ecco quindi lo slittamento all'autunno, in un periodo forse più tranquillo e con la possibilità di lanciare Forza Italia in previsione delle Europee 2014. Mentre, per quanto riguarda le battaglie per la riforma della giustizia, come anticipato ieri il Cavaliere è sempre più tentato di appoggiare i cinque referendum radicali per la "Giustizia giusta", per dare una spallata per via popolare alla magistratura. E c'è anche la possibilità di appoggiare il referendum Guzzetta sul presidenzialismo, per aggirare le proposte del Comitato dei 35.

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